Da Mosca a Londra, la diplomazia di Trump può salvare la guerra dall'esplosione?
- 4 giorni fa
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Wael Al-Mawla (Assadakah News) - Mentre Washington cerca di aprire una nuova finestra di dialogo per i negoziati tra Russia e Ucraina, la guerra si muove nella direzione opposta, con un'escalation delle operazioni militari e un aumento delle minacce reciproche, che raggiungono persino la Gran Bretagna, membro della NATO. In questo contesto, l'amministrazione Trump sembra impegnata in una corsa contro il tempo: riuscirà a riportare la diplomazia in primo piano prima che la guerra in Ucraina si trasformi in un confronto più ampio tra Russia e Occidente?
In questo contesto, la visita segreta a Mosca del direttore della CIA John Ratcliffe assume un significato particolare. Secondo fonti citate da Axios, Ratcliffe avrebbe portato una proposta per rilanciare il processo negoziale, culminando in un vertice tra Trump, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. La visita non è stata esclusivamente politica, poiché Ratcliffe ha incontrato anche il capo del Servizio di intelligence estera russo, Sergey Naryshkin, e il direttore del Servizio di sicurezza federale, Alexander Bortnikov, nel tentativo di esplorare la possibilità di utilizzare i canali di sicurezza russi per spingere Putin a riprendere i negoziati. Zelensky è stato successivamente informato sul contenuto delle comunicazioni e il presidente ucraino ha espresso segnali positivi riguardo all'iniziativa americana.
Il problema, tuttavia, è che la diplomazia si sta svolgendo nel contesto di un conflitto militare in rapida escalation. Kiev parla di preparativi russi per un nuovo attacco, mentre Mosca annuncia preparativi per colpire le infrastrutture energetiche ucraine. I due Paesi si scambiano anche attacchi contro installazioni militari ed economiche.
Ancora più allarmante, il circolo vizioso della tensione si sta avvicinando alla Gran Bretagna. Rapporti britannici indicano che la Russia ha identificato come potenziali obiettivi impianti legati alla produzione di droni e missili, e sono emersi avvertimenti sulla possibilità di utilizzare tattiche di "guerra ibrida", come sabotaggio e incendi dolosi, invece di un attacco militare diretto che potrebbe provocare una risposta della NATO.
Ciò ha coinciso con un'escalation della retorica russa nei confronti di Londra, in particolare dopo la visita del Primo Ministro britannico a Kiev e il suo incontro con Zelensky. In risposta, il governo britannico ha ribadito il suo continuo sostegno all'Ucraina e il suo rifiuto di quelli che ha definito tentativi di intimidazione da parte della Russia.
È qui che risiede il pericolo della situazione. Washington sta cercando di aprire un canale politico, mentre il fronte militare si espande e il linguaggio delle minacce si avvicina sempre più al territorio della NATO. Se la guerra ibrida dovesse degenerare in un attacco effettivo agli interessi della NATO, le regole di ingaggio potrebbero cambiare drasticamente.
Pertanto, un vertice tra Trump, Putin e Zelensky, se si terrà, non sarà un semplice incontro politico, ma un tentativo di impedire che la guerra oltrepassi i suoi attuali confini.
Trump vuole un accordo, Putin vuole garanzie e vantaggi, e Zelensky vuole assicurarsi che i negoziati non si trasformino in una soluzione a spese dell'Ucraina.
L'equazione è complessa, ma l'alternativa è ancora più pericolosa.
La domanda non è più semplicemente: come finirà la guerra? La domanda è diventata: la diplomazia può giungere a una conclusione prima che la guerra raggiunga la NATO?




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