Enas Mekkawi una diplomatica che ha costruito ponti di umanità
- 11 lug
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Talal Khrais

Il valore di un diplomatico non si misura dal numero degli incontri ufficiali o dei dossier trattati, ma dall’impronta umana che riesce a lasciare nelle persone con cui ha condiviso il proprio percorso. È questa l’eredità che l’Ambasciatrice Enas Mekkawi lascia al termine del suo mandato alla guida della Missione della Lega degli Stati Arabi a Roma.
Nel corso della sua missione ha interpretato la diplomazia come una vera vocazione al dialogo, fondata sul rispetto reciproco, sulla cultura e sulla comprensione tra i popoli. Ha saputo trasformarsi in un autentico ponte tra le due sponde del Mediterraneo, avvicinando Oriente e Occidente attraverso una visione che pone l’essere umano al centro, al di sopra delle appartenenze religiose, delle divisioni confessionali e delle differenze politiche.
Convinta che la cultura rappresenti il linguaggio universale capace di unire le civiltà, ha sostenuto con convinzione iniziative culturali e intellettuali volte a valorizzare la presenza del mondo arabo in Italia, a rafforzare i valori del dialogo, della convivenza e dell’apertura reciproca.

Il suo rapporto con l’Associazione di Amicizia Italo-Araba non è mai stato un semplice rapporto istituzionale. È stato, piuttosto, l’espressione concreta della sua fiducia nel ruolo della società civile quale strumento fondamentale per avvicinare i popoli. Ha riconosciuto nell’Associazione un interlocutore credibile e un partner impegnato nella costruzione di ponti di amicizia, conoscenza e cooperazione tra il mondo arabo e l’Italia, sostenendone con convinzione le iniziative e incoraggiando ogni progetto orientato al dialogo interculturale.
Ho conosciuto in lei, prima ancora che una diplomatica di grande esperienza, una donna di straordinaria sensibilità, eleganza e umanità. La sua capacità di ascolto, il suo equilibrio e il rispetto verso ogni interlocutore hanno rappresentato il tratto distintivo del suo percorso.
Con la conclusione della sua missione romana non salutiamo soltanto una rappresentante della Lega degli Stati Arabi, ma una sincera amica dell’Italia e del dialogo euro-arabo, una figura che ha saputo incarnare una diplomazia fatta di equilibrio, moderazione e autentico spirito di servizio.

A Lei rivolgiamo i migliori auguri per i nuovi incarichi che l’attendono, certi che continuerà a costruire ponti tra culture e popoli. Perché chi dedica la propria vita ad avvicinare gli esseri umani lascia sempre un segno destinato a durare nel tempo.



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