Il Libano tra opportunità della rinascita e la responsabilità del sostegno internazionale
- 24 feb
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✍🏻 Talal Khreis – Presidente dell’Associazione di Amicizia Italo-Araba

Il Libano rappresenta oggi un perno fondamentale nell’equazione della stabilità regionale, non solo per la sua posizione geografica, ma anche per il suo ruolo storico di ponte culturale e politico tra Oriente e Occidente. Alla luce delle rapide trasformazioni che attraversano la regione, Beirut si trova di fronte a un momento decisivo che potrebbe aprire una reale finestra per il ripristino dello Stato, delle sue istituzioni e del suo ruolo regionale.
L’elezione del Presidente Joseph Aoun e la formazione di un nuovo governo guidato da Nawaf Salam costituiscono un passo positivo verso il recupero della fiducia, sia a livello interno sia internazionale. Tuttavia, questo rappresenta soltanto l’inizio di un percorso che richiede riforme strutturali profonde, capaci di ristabilire il concetto di sovranità nazionale in un quadro inclusivo e condiviso, riaffermando il ruolo dello Stato quale unica autorità garante della sicurezza e della stabilità, attraverso istituzioni costituzionali efficaci, una magistratura indipendente e un’amministrazione trasparente.
È tuttavia necessario riconoscere che il pieno esercizio della sovranità non può realizzarsi finché proseguono le quotidiane violazioni israeliane del territorio libanese. Qualsiasi progetto di costruzione di uno Stato forte necessita, innanzitutto, di un contesto di sicurezza stabile. In questo senso, diventa essenziale una pressione internazionale su Israele affinché cessino le violazioni e le aggressioni, consentendo al Libano di consolidare la stabilità, in particolare nel sud del Paese, e di permettere alle sue istituzioni militari e di sicurezza di svolgere pienamente il proprio ruolo. Non si può chiedere allo Stato di affermare la propria sovranità mentre i suoi confini vengono violati, minando la sua autorità e indebolendo la sua capacità di far rispettare la legge.
Parallelamente alla dimensione securitaria, il Libano affronta una sfida economica senza precedenti. Il collasso finanziario, il deterioramento dei servizi essenziali e il danneggiamento delle infrastrutture richiedono un approccio internazionale solidale, in particolare nei dossier della ricostruzione e del rilancio dell’economia produttiva. Sostenere economicamente il Libano non è soltanto un atto di solidarietà, ma un investimento diretto nella stabilità e nella sicurezza del Mediterraneo orientale, oltre a rappresentare un pilastro fondamentale per consentire allo Stato di attuare le proprie riforme.
Allo stesso tempo, il rafforzamento di un nuovo patto nazionale su basi democratiche moderne rimane una condizione imprescindibile per la rinascita. Una vera democrazia si fonda sullo Stato di diritto, sulla responsabilità, sulla libertà di stampa e sulla tutela dei diritti di tutti i cittadini senza discriminazioni, trasformando la diversità libanese in un elemento di forza anziché di divisione.
In questo contesto, il ruolo europeo, in particolare quello italiano, assume un’importanza speciale. L’Italia, per la sua posizione mediterranea, è consapevole che la stabilità del Libano si riflette direttamente sulla sicurezza dell’intera regione. La continuità del sostegno politico e istituzionale, insieme all’impegno nell’ambito della missione UNIFIL, rappresenta un fattore di equilibrio vitale in questa fase delicata.
Il Libano si trova oggi davanti a un’opportunità storica per riaffermare la propria presenza come Stato sovrano, libero, fondato sul pluralismo e sull’apertura. Tuttavia, questa opportunità potrà compiersi solo attraverso la convergenza tra volontà interna e un sostegno internazionale equilibrato che eserciti pressioni per porre fine alle violazioni, sostenga la ricostruzione, accompagni il percorso delle riforme. Solo allora il Libano potrà recuperare il proprio ruolo di pilastro di stabilità in Medio Oriente e di ponte di dialogo tra le due sponde del Mediterraneo.




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