Viaggio in Algeria: messaggio di speranza
- 26 feb
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Assadakah News

Città del Vaticano
"Finalmente la visita è stata annunciata. Ci lavoriamo da alcuni mesi, ma è difficile preparare qualcosa finché non viene resa pubblica, finché non è certa. Ora invece, è ufficiale, ed è una cosa meravigliosa". A parlare è il Cardinale Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri. Il Sir lo ha contattato poche ore dopo l'annuncio della visita di Papa Leone XIV, in Algeria, dal 13 al 15 aprile, prima di proseguire il viaggio in Camerun, Angola e Guinea Equatoriale.

"Io stesso ho invitato il Papa a venire in Algeria fin dal giorno della sua elezione", ha sottolineato Vesco. “È stato eletto l'8 maggio, giorno della festa liturgica dei 19 martiri d'Algeria. Tra loro c’è in particolare Christian de Cherge', priore dei monaci di Tibhirine. Il Papa conosce bene la loro storia e, nel messaggio per la Giornata mondiale della pace, ha ripreso una frase di Christian de Cherge': 'Disarmate le vostre mani, disarmate il vostro cuore”.
Tra i 19 beati ci sono anche due suore agostiniane assassinate. L'Algeria è la terra di Sant'Agostino: “Venire qui significa arrivare nella terra di Sant'Agostino, una figura che ha un grande peso e una grande attualità nel mondo di oggi”. Già la sua presenza sarà un messaggio di pace e fraternità. Tuttavia, ha precisato Vesco: “Non credo si tratti di un pellegrinaggio personale, è un viaggio dal significato più ampio, per poter continuare il discorso di dialogo, di costruzione di ponti fra il mondo cristiano e il mondo musulmano, c’è evidentemente una frattura tra Nord e Sud, tra il mondo occidentale e quello arabo-musulmano da risanare e riconciliare”.
L'Algeria è un Paese affacciato sul Mediterraneo, un aspetto per lui molto importante. “Come Chiesa vogliamo essere portatori di pace e artigiani di fraternità, in questo momento in cui il mondo ne ha profondamente bisogno. Papa Leone, nel profondo, è un uomo che porta la pace”, ha aggiunto l'Arcivescovo di Algeri.
“Il popolo algerino è un popolo che ha sofferto molto. È un popolo la cui memoria è stata ferita e non è ancora del tutto riconciliata. Credo che questo popolo sarà felice di vedere che il Papa è venuto per visitarlo. Il popolo algerino è ospitale, e la sola presenza del Papa sarà già un segno forte. Le sue parole saranno certamente un incoraggiamento a essere la Chiesa che siamo in questo Paese: una piccola comunità cristiana che desidera vivere serenamente la propria identità e contribuire alla costruzione del Paese insieme a tutti”.




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