Algeria: quotidiano Echourouk: bassa affluenza segna la crisi dei partiti
- 13 lug
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di Massimo Colonna

La bassa affluenza alle elezioni legislative in Algeria rappresenta il fallimento dei partiti politici più che una bocciatura del presidente Abdelmadjid Tebboune. È questa la lettura proposta dal quotidiano algerino Echourouk, che interpreta il risultato del voto del 2 luglio come il segnale di una profonda crisi della rappresentanza politica.
Nel commentare il dato ufficiale provvisorio dell’affluenza, pari al 20,79 per cento secondo l’Autorità nazionale indipendente per le elezioni, il giornale sostiene che il problema non risieda più nella credibilità tecnica del processo elettorale, bensì nell’incapacità delle forze politiche di mobilitare gli elettori. Il titolo dell'editoriale sintetizza questa posizione: “Gli algerini boicottano i partiti... quando l’urna si libera, loro falliscono”. Secondo Echourouk, dal 2019 il sistema elettorale algerino ha conosciuto un cambiamento significativo. Il quotidiano afferma che gli algerini si sono progressivamente abituati a consultazioni non manipolate, evidenziando la scomparsa di pratiche che in passato avevano alimentato forti contestazioni, come presunte irregolarità nello scrutinio, interferenze amministrative e anomalie nelle liste elettorali.
Per il giornale, l'Algeria sarebbe entrata in una nuova fase politica, caratterizzata dalla fine del sistema delle quote elettorali e dal riconoscimento del consenso ottenuto da ciascun candidato come unico criterio per determinare la vittoria. Tuttavia, questo cambiamento non sarebbe stato sufficiente a rafforzare la partecipazione popolare.
L’affluenza, definita dal quotidiano una “macchia nera” del processo elettorale, continua infatti a rappresentare il principale elemento di criticità. La trasparenza delle operazioni di voto, sostiene Echourouk, non si è tradotta in un rinnovato coinvolgimento dell’elettorato, confermando il crescente distacco di una parte consistente della società dalla vita politica. Nel suo commento, il quotidiano respinge l’idea che l'astensione possa essere interpretata come una sfiducia nei confronti della presidenza Tebboune. La responsabilità viene attribuita soprattutto ai partiti, giudicati incapaci di rinnovare la propria proposta politica e di trasformare il nuovo contesto elettorale in un'occasione di partecipazione. L’editoriale richiama anche il periodo precedente al 2019, ricordando quando il calo dell'affluenza veniva spiegato dalle autorità con motivazioni ritenute poco credibili. Tra gli episodi citati figura una dichiarazione dell'allora ministro dell'Interno Yazid Zerhouni, che attribuì la scarsa partecipazione al fatto che molti algerini avevano preferito trascorrere la giornata al mare per il caldo.




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