Appello di 15 Paesi Europei per la diplomazia: Hezbollah e Israele cessino gli attacchi
- 3 apr
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Assadakah News

"Noi, i ministri degli Affari Esteri di Belgio, Croazia, Estonia, Finlandia, Islanda, Italia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Moldavia, Norvegia, Polonia, San Marino, Spagna e Svezia, preoccupati per il conflitto in Medio Oriente, siamo sgomenti per la drammatica situazione e la rinnovata escalation di violenza in Libano, dove si trovano già 1,2 milioni di sfollati interni, pari a circa il 25% della popolazione totale.
Secondo il Ministero della Salute libanese, finora sono state uccise più di mille persone, la maggior parte delle quali civili, tra cui bambini, operatori umanitari e giornalisti". Inizia così una nota congiunta di 15 Paesi europei - di cui 12 dell'Ue – che hanno pubblicato su iniziativa del Belgio una nota congiunta sulla situazione in Medio oriente.
Prosegue la nota: "Condanniamo fermamente la decisione di Hezbollah di attaccare Israele a sostegno dell'Iran. Hezbollah deve cessare immediatamente tutte le azioni ostili contro Israele e disarmarsi, in conformità con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ricordiamo l'obbligo di Israele di rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario, compresi i principi di distinzione, proporzionalità e precauzione, e sottolineiamo l'importanza della protezione dei civili e dei beni civili. Gli attacchi contro civili, personale sanitario, operatori umanitari, giornalisti, infrastrutture e strutture civili sono ingiustificati e inaccettabili. Devono cessare immediatamente. Le indagini indipendenti sono importanti per garantire che i responsabili vengano chiamati a rispondere delle proprie azioni. Le operazioni militari israeliane in Libano e gli attacchi di Hezbollah devono cessare. Esortiamo Israele a rispettare pienamente la sovranità e l'integrità territoriale del Libano e invitiamo tutte le parti, sia Hezbollah che Israele, a interrompere le azioni militari"
I quindici paesi europei proseguono: "Chiediamo un accesso umanitario completo, sicuro e senza ostacoli a tutte le popolazioni colpite. Sosteniamo la decisione del governo libanese sul monopolio statale delle armi, i suoi sforzi per disarmare Hezbollah e porre fine alle sue attività militari, accogliamo con favore la decisione del Consiglio dei Ministri libanese, del 2 marzo 2026, di vietare tutte le attività di sicurezza e militari di Hezbollah, di incaricare le Forze Armate libanesi di prendere in custodia le armi di Hezbollah e di obbligare Hezbollah a consegnarle allo Stato libanese. Lodiamo inoltre i recenti sforzi di riforma intrapresi dal governo libanese in diversi ambiti. Tali sforzi devono essere sostenuti anziché ostacolati".
Per i quindici governi "Rimane altresì essenziale che la comunità internazionale continui a sostenere le Forze Armate Libanesi (Laf). Sosteniamo la Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil), nell'attuazione del suo mandato. Condanniamo tutti gli attacchi contro i contingenti dell'Unifil, che hanno provocato perdite inaccettabili tra i peacekeeper, in particolare l'uccisione dei peacekeeper indonesiani. La sicurezza dei peacekeeper delle Nazioni Unite deve essere garantita in ogni momento". Continua la nota: "Esprimiamo le nostre condoglianze a tutte le vittime e alle loro famiglie delle violenze in Libano e in Israele. Tutte le parti devono rispettare l'accordo di cessate il fuoco del novembre 2024 e attuare pienamente la Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Incoraggiamo vivamente Israele ad accettare l'appello delle autorità libanesi a tenere negoziati diretti. Gli sforzi a sostegno della stabilizzazione in Libano sono fondamentali per una pace e una sicurezza durature in Medio Oriente. È urgentemente necessaria una de-escalation. La diplomazia deve prevalere. Abbiamo già mobilitato ingenti aiuti umanitari e di emergenza per soccorrere il Libano e la sua popolazione, e continueremo a farlo. Chiediamo alla comunità internazionale di mobilitarsi per fornire ulteriore aiuto al Libano e alla sua popolazione.



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