Armenia: doppio asse sulla difesa con Usa e Polonia
- 21 feb
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Letizia Leonardi (Assadakah News) - Yerevan accelera sul fronte della cooperazione militare, muovendosi su due direttrici: Stati Uniti e Polonia. Una scelta che si inserisce nel più ampio percorso di riforma delle forze armate avviato negli ultimi anni, dopo le profonde trasformazioni dell’equilibrio regionale nel Caucaso meridionale.
Nella capitale armena l’incaricato d’affari statunitense David Allen ha incontrato il ministro della Difesa Suren Papikyan per discutere il rafforzamento della cooperazione bilaterale nel settore militare. A riferirlo è stata l’ambasciata Usa in Armenia, sottolineando la volontà delle parti di ampliare le modalità di collaborazione.
Nel quadro dei rapporti tra Yerevan e Washington va ricordato che gli Stati Uniti sono partner dell’Armenia in diversi programmi di assistenza e formazione militare, oltre che nell’ambito delle esercitazioni congiunte. Nel 2023, ad esempio, si è svolta in Armenia l’esercitazione “Eagle Partner”, condotta insieme alle forze statunitensi, segnale di un dialogo in evoluzione nel campo della sicurezza.
Secondo quanto reso noto, durante una visita ufficiale statunitense era stato inoltre annunciato l’acquisto da parte armena di droni da ricognizione di produzione americana per un valore di circa 11 milioni di dollari. Un investimento mirato a rafforzare le capacità di sorveglianza e raccolta informazioni, ambito considerato cruciale dopo l’esperienza dei conflitti recenti nel Nagorno-Karabakh.
Parallelamente, il governo armeno ha approvato la firma di un nuovo accordo di cooperazione tecnico-militare con il ministero della Difesa nazionale della Polonia. L’intesa, che dovrà essere ratificata dal Parlamento armeno, definisce principi e procedure della collaborazione: ambiti operativi, protezione delle informazioni classificate, eventuali vendite a Paesi terzi, funzionamento di una commissione mista e meccanismi per la risoluzione delle controversie.
La base giuridica dei rapporti nel settore della difesa tra Yerevan e Varsavia risale a un’intesa firmata nella capitale polacca nel 2004 e ratificata dall’Assemblea nazionale armena nel 2005. Il nuovo accordo punta ad aggiornare e ampliare quella cornice, in linea con il programma governativo armeno 2021-2026 dedicato alla riforma delle forze armate.
La Polonia, membro della NATO e attore di primo piano nel rafforzamento del fianco orientale dell’Alleanza, rappresenta per l’Armenia un interlocutore utile sia sul piano tecnico-industriale sia su quello della formazione e dell’interoperabilità.
Le due iniziative confermano una tendenza ormai evidente: l’Armenia sta diversificando i propri partenariati nel settore della difesa. Storicamente legata alla Russia anche attraverso l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO), Yerevan negli ultimi anni ha cercato nuovi canali di cooperazione, anche con Paesi dell’Unione europea e con gli Stati Uniti.
In un contesto regionale segnato da tensioni persistenti con l’Azerbaijan e da un assetto di sicurezza in ridefinizione, la strategia armena sembra orientata a rafforzare capacità autonome e relazioni bilaterali concrete, puntando su accordi tecnici, forniture mirate e cooperazione operativa. Non proclami, ma strumenti. Perché nella difesa, più che le dichiarazioni, contano le capacità reali.




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