Armenia: l’ambiente al centro del dialogo con l'Italia
- 20 feb
- Tempo di lettura: 2 min

Letizia Leonardi (Assadakah News) - L’Italia e l’Armenia rafforzano il loro asse sulla tutela ambientale. L’ambasciatore italiano a Yerevan, Alessandro Ferranti, ha incontrato il ministro dell’Ambiente armeno Hambardzum Matevosyan per fare il punto sulla cooperazione bilaterale, con un’attenzione particolare allo sviluppo sostenibile e alla resilienza climatica.
Al centro del colloquio il Memorandum d’Intesa firmato nel 2021, che ha posto le basi per una collaborazione strutturata tra i due Paesi. L’intesa prevede iniziative congiunte su più fronti: dall’adattamento ai cambiamenti climatici alla valutazione dei rischi ambientali, dal rafforzamento dei sistemi di gestione delle emergenze alla tutela della biodiversità. Spazio anche alla gestione sostenibile delle foreste e delle risorse idriche, al miglioramento dei sistemi di smaltimento dei rifiuti e alla promozione dell’economia circolare.
Un passaggio significativo dell’incontro ha riguardato la partecipazione dell’Armenia alla sessione riaperta della sedicesima Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica, la COP16, svoltasi a Roma nel 2025. In quell’occasione sono stati definiti nuovi meccanismi di finanziamento per la biodiversità e approvati indicatori condivisi per monitorare l’attuazione del Quadro globale per la biodiversità di Kunming-Montreal, lo strumento internazionale che orienta le politiche ambientali dei prossimi anni.
Lo sguardo è ora rivolto alla prossima tappa: la COP17, in programma a Yerevan dal 18 al 30 ottobre 2026. L’Armenia si prepara così a ospitare un appuntamento di rilievo internazionale, che rappresenta anche un banco di prova per la sua capacità organizzativa e diplomatica in un settore sempre più strategico.
Nel confronto tra Ferranti e Matevosyan sono state inoltre esplorate nuove prospettive di collaborazione, valorizzando il know-how italiano in materia ambientale e le possibilità di ampliare progetti comuni. In un contesto globale segnato da crisi climatiche e pressioni sugli ecosistemi, la cooperazione tecnica e istituzionale tra Roma e Yerevan si conferma uno strumento concreto per trasformare gli impegni sulla carta in risultati misurabili.




Commenti