Armenia - L'Italia trionfa sulle strade di Yerevan

Letizia Leonardi (Assadakah News) - Il ciclista italiano Simone Raccani, del Team Ukyo, conquista la prima edizione della nuova corsa internazionale. Michele Gazzoli conquista invece l'ultima tappa a Yerevan. In primo piano anche la collaborazione con RCS Sports & Events e l’Ambasciata d’Italia.
La prima pagina della storia del Tour of Armenia porta i colori dell’Italia. È Simone Raccani, corridore italiano del Team Ukyo, il vincitore della prima edizione della gara internazionale che dal 10 al 13 settembre ha attraversato alcune delle aree più suggestive dell’Armenia, prima di concludersi nel cuore di Yerevan.
Una vittoria che assume un significato particolare perché arriva al debutto della competizione nel calendario internazionale dell’UCI Europe Tour, nella categoria 2.2. Quattro giornate di gara, 16 squadre provenienti da diversi Paesi e un percorso complessivo ufficialmente indicato in 587 chilometri, con circa 5.300 metri di dislivello, attraverso le regioni di Gegharkunik, Tavush, Lori e Aragatsotn, fino al traguardo nella capitale.

Raccani ha chiuso la classifica generale con il tempo di 12 ore, 39 minuti e 11 secondi, precedendo il danese Kevin Biehl, secondo a 9 secondi, e l’altro italiano Luca Covili, della Bardiani CSF 7 Saber, terzo a 12 secondi. Sono questi i primi tre nomi consegnati all’albo d’oro del Tour of Armenia.
Anche l’ultima giornata ha regalato un successo italiano. Nella frazione conclusiva disputata a Yerevan, Michele Gazzoli, della Solution Tech Nippo Rali, ha conquistato la vittoria allo sprint davanti al polacco Patryk Stosz e al danese Boje Patrick Frydkjaer. RCS Sports & Events indica per la tappa conclusiva una distanza di 94 chilometri, con un tempo di 2 ore e una velocità media di 47 km/h.
Un finale perfetto, dunque, per una competizione che aveva visto una consistente presenza italiana tra le squadre al via.

Dietro il debutto del Tour of Armenia c'è un'importante collaborazione internazionale. La manifestazione è stata organizzata dal Governo della Repubblica d'Armenia e dalla Federazione Ciclistica Armena, con il supporto tecnico e l'esperienza di RCS Sports & Events DMCC, società italiana specializzata nella gestione e organizzazione di grandi eventi sportivi, fra cui il Giro d'Italia.
Un ruolo significativo è stato svolto anche dall'Ambasciata d'Italia a Yerevan e dall'Ambasciatore Alessandro Ferranti. La diplomazia sportiva aveva accompagnato il progetto già nella fase preparatoria: nel maggio scorso Ferranti aveva partecipato a una riunione presieduta dal Primo Ministro Nikol Pashinyan insieme all'amministratore delegato di RCS Sports and Events DMCC, Michele Napoli, dedicata proprio all'organizzazione della prima edizione del Tour. In quell'occasione erano stati affrontati anche i temi della valorizzazione del paesaggio, del turismo e del cicloturismo.
Non si è trattato, quindi, soltanto di portare una competizione ciclistica internazionale in Armenia, ma di costruire un progetto nel quale sport, turismo e cooperazione internazionale potessero procedere insieme.

La cerimonia conclusiva del 13 settembre si è svolta nella Piazza della Repubblica di Yerevan, alla presenza delle massime autorità armene. Il Primo Ministro Nikol Pashinyan ha premiato personalmente Simone Raccani, vincitore della prima edizione.
La presenza del capo del Governo alla cerimonia testimonia il rilievo attribuito dalle autorità armene alla nuova manifestazione. L'obiettivo dichiarato è infatti quello di consolidare il Tour negli anni e utilizzare appuntamenti sportivi internazionali per accrescere la capacità dell'Armenia di ospitare competizioni di alto livello.
Nel suo intervento, Pashinyan ha sottolineato il valore dello sport come strumento di dialogo e cooperazione internazionale, collegandolo anche alla promozione dell'attività fisica, della salute e di una più diffusa cultura sportiva nel Paese.
La prospettiva è dunque quella di trasformare il Tour of Armenia in un appuntamento stabile e, possibilmente, di accrescerne progressivamente il peso nel panorama ciclistico internazionale. Il Ministero armeno dell'Istruzione, della Scienza, della Cultura e dello Sport aveva già indicato l'intenzione di rendere la manifestazione annuale e di puntare in futuro a una classificazione UCI superiore.
Uno dei momenti più simbolici della cerimonia è stato la consegna a Nikol Pashinyan di una Maglia Rosa del Giro d'Italia da parte di RCS Sports & Events.
Il gesto ha voluto rappresentare il collegamento tra la grande tradizione ciclistica italiana e una manifestazione che proprio dall'esperienza italiana trae parte della propria impostazione organizzativa. Il Giro d'Italia, in questo modo, è diventato una sorta di ideale ponte fra due Paesi che negli ultimi anni hanno intensificato i rapporti in diversi settori.
Per l'Italia si tratta anche di un'occasione per mettere in campo competenze organizzative e know-how legati a uno dei comparti nei quali il Paese vanta una lunga esperienza internazionale.

L'Ambasciatore Ferranti ha partecipato inoltre al ricevimento conclusivo organizzato nella serata del 13 settembre presso l'hotel The Dvin, alla presenza del Primo Ministro Pashinyan e della Ministra Zhanna Andreasyan. Nel suo intervento ha evidenziato il potenziale della diplomazia sportiva nel rafforzamento dei rapporti bilaterali e nella promozione delle competenze italiane nel settore dello sport.
Il Tour of Armenia ha avuto anche una funzione di promozione territoriale. La corsa ha attraversato quattro regioni armene, mettendo davanti alle telecamere paesaggi montani, laghi, foreste, centri abitati e località di interesse storico e turistico.
Il progetto ufficiale della competizione sottolinea proprio questa dimensione: collegare la gara alla scoperta del territorio, mostrando a un pubblico internazionale una parte dell'Armenia ancora poco conosciuta dal grande pubblico sportivo. Il percorso ha collegato l'area del lago Sevan alle regioni settentrionali del Paese, passando per località come Gavar, Mets Masrik, Kirants, Stepanavan, Martuni e Dilijan, prima dell'arrivo nella capitale.
È una strategia che punta a fare dello sport non soltanto una competizione, ma anche una vetrina. Le immagini della corsa possono infatti raggiungere spettatori che forse non avrebbero mai incontrato l'Armenia attraverso un tradizionale messaggio promozionale turistico.
Ed è proprio questa una delle scommesse del progetto: utilizzare la popolarità internazionale del ciclismo per raccontare il Paese attraverso le sue strade, i suoi paesaggi e le sue comunità.
Il primo Tour of Armenia si chiude quindi con una doppia vittoria italiana: Simone Raccani entra nella storia come primo vincitore della classifica generale e Michele Gazzoli conquista l'ultima tappa a Yerevan. Ma il risultato più importante potrebbe essere quello che non compare in nessuna classifica.
Per l'Armenia, la nuova corsa rappresenta un banco di prova per la propria capacità di organizzare eventi sportivi internazionali. Per l'Italia, è un'occasione concreta di collaborazione attraverso competenze, organizzazione e promozione del proprio modello sportivo.

Il fatto che il progetto sia stato costruito con il coinvolgimento di RCS Sports & Events e con il sostegno dell'Ambasciata d'Italia aggiunge una dimensione ulteriore alla manifestazione: il ciclismo diventa uno strumento di diplomazia, ma anche di turismo e di relazioni economiche.
Ora la sfida sarà dare continuità a questo esordio. Gli organizzatori armeni hanno già indicato l'ambizione di fare del Tour un appuntamento annuale e di farne crescere nel tempo la rilevanza internazionale.
La prima pagina, intanto, è stata scritta. E parla italiano: Simone Raccani è il primo vincitore del Tour of Armenia.




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