Armenia: ponte televisivo con l’Europa e l'Italia
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Letizia Leonardi (Assadakah News) - Lunedì 23 febbraio l’Ambasciatore d’Italia in Armenia, Alessandro Ferranti, ha visitato la sede della Public TV Company of Armenia (AMPTV), emittente pubblica della Repubblica di Armenia e storico punto di riferimento dell’informazione televisiva nazionale.
L’iniziativa, promossa dalla Delegazione dell’Unione Europea a Yerevan, ha visto la partecipazione del Capo Delegazione Ue e degli ambasciatori degli Stati membri accreditati nel Paese. Ad accogliere la rappresentanza diplomatica è stato il direttore esecutivo dell’emittente, Hovhannes Movsisyan, che ha illustrato storia, missione e prospettive di sviluppo della televisione pubblica armena.

Fondata nel 1956, la televisione pubblica armena ha accompagnato tutte le fasi cruciali della storia del Paese: dal periodo sovietico all’indipendenza del 1991, fino alle trasformazioni politiche e tecnologiche dell’ultimo trentennio. Oggi AMPTV opera come broadcaster nazionale con una programmazione che comprende informazione, approfondimento politico, intrattenimento e contenuti culturali.
Dal 2005 l’emittente è membro della European Broadcasting Union (EBU), l’organizzazione con sede a Ginevra che riunisce i principali servizi pubblici radiotelevisivi europei. L’adesione consente alla TV armena di partecipare a reti di scambio, coproduzioni e standard comuni nel settore audiovisivo, oltre che a eventi internazionali come l’Eurovision Song Contest.
Nel corso dell’incontro sono stati approfonditi i possibili ambiti di cooperazione tra Armenia e Unione Europea nel campo dei media, con particolare attenzione alla promozione di valori condivisi attraverso strumenti di diplomazia pubblica. Il settore audiovisivo, del resto, è considerato un canale strategico di dialogo culturale e istituzionale, soprattutto in un contesto regionale complesso come quello del Caucaso meridionale.
Non è un dettaglio secondario: il rafforzamento delle istituzioni mediatiche pubbliche rientra anche nei programmi di collaborazione tra Bruxelles e Yerevan previsti dall’Accordo di partenariato globale e rafforzato (CEPA), entrato in vigore nel 2021, che include capitoli dedicati allo Stato di diritto, alla libertà di espressione e al pluralismo.

Durante la visita sono state ipotizzate anche iniziative specifiche di collaborazione con l’Italia, Paese che vanta una lunga tradizione nel campo dell’emittenza pubblica, rappresentata dalla RAI - Radiotelevisione Italiana, tra i membri fondatori dell’EBU nel 1950. L’interesse del pubblico armeno verso prodotti culturali e televisivi italiani, dalla fiction alla musica, fino ai format di intrattenimento, rappresenta un terreno concreto su cui costruire scambi professionali, coproduzioni e progetti formativi.
Il tour conclusivo tra studi televisivi, redazioni e archivi storici ha permesso alla delegazione europea di osservare da vicino il funzionamento delle strutture, le tecnologie impiegate e i progetti di sviluppo in corso, in particolare nell’ambito dei programmi di approfondimento politico e dell’informazione.
La visita assume un significato che va oltre il protocollo. In una fase in cui l’Armenia sta ridefinendo i propri equilibri internazionali, il rafforzamento dei rapporti con l’Unione Europea passa anche attraverso la cooperazione culturale e mediatica. La televisione pubblica, per sua natura, non è solo un mezzo di comunicazione: è uno strumento di costruzione dell’identità nazionale e di apertura verso l’esterno.
Ed è proprio su questo crinale, identità e dialogo, che si inserisce l’interesse italiano: valorizzare l’esperienza maturata nel servizio pubblico radiotelevisivo e metterla al servizio di una collaborazione che guarda al futuro senza dimenticare la solidità delle istituzioni.




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