Batignano: il Club “La Cinghialessa” ricorda l’artista Lucio Parigi
- 20 apr
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Letizia Leonardi (Assadakah News) - L’incontro del 18 aprile del club “La Cinghialessa” è stato interamente dedicato all’artista Lucio Parigi, figura centrale della giornata e protagonista di un percorso tra memoria, arte e territorio. Un appuntamento che ha unito convivialità e cultura tra Batignano e le campagne di Campagnatico, con il pranzo nell’agriturismo “Fonte di Braca”, immerso nel verde e reso ancora più suggestivo dalla sua ampia veranda.

Non è mancata, tra una portata e l’altra, la tradizionale poesia del presidente Franco Balloni, rito identitario del gruppo, accompagnata dal consueto omaggio dedicato alla giornata.
Particolarmente significativo l’intervento della scrittrice e critica d’arte Giuseppina Scotti, legata da profonda amicizia alla famiglia di Lucio Parigi, artista poliedrico, pittore, incisore, orafo, ma anche poeta e scrittore, oltre che riconosciuto a livello nazionale come esperto di armi e autore di un importante volume dedicato alla caccia.

La dottoressa Scotti ha distribuito ai presenti un articolo da lei stessa scritto, accompagnato da una fotografia che ritrae Parigi seduto sulle scale di quella che ora è diventata la sua casa-museo: un’immagine intima e autentica, che ha sorpreso non solo i nipoti, ma anche le stesse figlie dell’artista, che non ne erano a conoscenza.
Nel pomeriggio il gruppo si è spostato a Batignano per la visita alla casa-museo dell’artista, ospitata nello storico castello. L’accoglienza è stata curata dai nipoti Francesco e Alessandra, affiancati dalle figlie dell'artista Anna e Luciana, che hanno guidato i visitatori in un percorso ricco di testimonianze dirette.

Durante la visita, gli interventi di Franco Balloni, del nipote dell’artista Francesco e Giuseppina Scotti hanno restituito il profilo di un personaggio complesso e di ampio respiro, attivo per oltre settant’anni, profondamente legato al territorio ma al tempo stesso protagonista di esperienze e riconoscimenti ben oltre l’ambito locale. Tra queste, la fondazione nel 1944 del gruppo artistico “La Chimera”, realtà significativa nel panorama culturale del dopoguerra.
Non meno rilevante il suo impegno in ambiti apparentemente lontani dalle arti visive: Parigi fu infatti il fondatore della compagnia degli arcieri e contribuì in modo determinante alla diffusione del tiro con l’arco come disciplina agonistica, fino al suo riconoscimento in ambito olimpico. Un interesse che si inserisce in una visione più ampia, attenta alla tradizione ma anche alla disciplina e alla cultura materiale.
Artista sensibile ai temi ambientali, Parigi può essere definito a pieno titolo un precursore dell’ecologismo, capace di cogliere il rapporto tra uomo, natura e territorio ben prima che diventasse tema diffuso.

Sul piano artistico, sono particolarmente noti i lavori del periodo bellico e postbellico, testimonianze intense di un’epoca drammatica, così come la produzione incisoria degli anni ’80, tra cui spicca una cartella composta da cinque incisioni di forte impronta critico-satirica dedicate ai grandi drammi del mondo della scuola.
Tra i racconti più suggestivi emersi nel corso della giornata, quello narrato da Franco Balloni relativo a un episodio degli anni ’60 a Vetulonia: il ritrovamento di una preziosa collana etrusca in oro, successivamente rubata dal Museo Archeologico di Grosseto. A Lucio Parigi fu affidato il compito di ricostruirla sulla base delle fotografie esistenti. Il risultato fu una replica di straordinaria precisione, capace di stupire gli stessi esperti.

Giuseppina Scotti ha inoltre ricordato il legame personale e professionale con l’artista, sottolineando come proprio grazie a lui sia nata la sua vocazione per la critica d’arte, poi sviluppata in numerosi contesti culturali, dall’UNITRE di Grosseto al Circolo Sciarada di San Vincenzo.
A conclusione della giornata, le figlie dell’artista hanno offerto ai presenti bevande e dolci, dando vita a un brindisi collettivo in memoria di Lucio Parigi. Un momento reso ancora più significativo dal fatto che il 17 aprile ricorreva il centenario della sua nascita.
L’iniziativa si inserisce inoltre in un contesto di particolare rilievo: proprio il giorno dell’incontro coincideva con la Giornata Internazionale delle Case Museo, rendendo la visita alla casa di Parigi ancora più simbolica.

Va infine sottolineato il ruolo del club “La Cinghialessa”, che da sempre promuove eventi di alto livello culturale. Una giornata intensa, dunque, che ha restituito la figura di Lucio Parigi nella sua reale dimensione: non solo artista completo, ma intellettuale, promotore culturale e protagonista di una lunga stagione creativa che ha attraversato oltre settant’anni di storia.
(Foto di Paolo Volpini)



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