Cisgiordania - Escalation di Israele in Siria e Cisgiordania
- 27 feb 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 7 mar 2025

Elisabetta Pamela Petrolati (Assadakah News) - In sole cinque settimane la Cisgiordania è diventata un campo di battaglia e si sta verificando una recrudescenza della guerra di Gaza. “Più di 50 persone, tra cui bambini, sono state uccise da quando l’operazione delle forze israeliane è iniziata cinque settimane fa - ha dichiarato Philippe Lazzarini, capo dell’Unrwa (agenzia ONU per i rifugiati palestinesi) - il territorio occupato sta diventando un campo di battaglia”.
Il Ministero degli Esteri francese ha espresso la sua preoccupazione per l’escalation militare di Israele in Cisgiordania. Il Ministero ha denunciato le operazioni che hanno provocato numerose vittime civili e lo sfollamento di oltre 40000 palestinesi in una dichiarazione pubblicata su X.
“La Francia invita le autorità israeliane a esercitare la massima moderazione nell’uso della forza e a garantire la protezione della popolazione civile - è dichiarato nel comunicato - la Francia sottolinea che lo spostamento forzato delle popolazioni è contrario al diritto internazionale e chiede alle autorità israeliane di consentire ai civili sfollati a causa di queste operzioni di rientrare rapidamente nelle loro case”.
Anche da Istambul arriva l’accusa del ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, che ha attaccato apertamente il premier dello Stato ebraico Benjamin Netanyahu di portare avanti una agenda espansionistica” con mire nei confronti della Siria e Cisgiordania, puntando a portare instabilità in tutta la Regione. “Il governo Netanyahu, insieme a coloro che ne assecondano l’agenda, sta sfruttando la situazione attuale per forzare la dispersione dei palestinesi da Gaza. Le mire espansionistiche riguardano Siria e Cisgiordania e si basano su continui attacchi, sostegno dall’estero e destabilizzazione dei Paesi vicini come Libano, Siria e Giordania, - ha affermato Fidan - è evidente come l’aggressività e gli attacchi siano la priorità e Israele non abbia alcuna intenzione di cercare la soluzione dei due Stati”. Con l’alibi di “anti-terrorismo”, in Cisgiordania, Israele ha dato il via a una violenta campagna militare, similmente a quanto fatto nei mesi scorsi a Gaza. Con l’operazione “Iron Wall”, dal 21 gennaio, Israele ha iniziato numerosi attacchi al campo profughi di Jenin. Intanto in Siria cresce la mobilitazione contro l’occupazione israeliana, mentre lo Stato ebraico mantiene posizioni avanzate oltre la Linea Blu (barriera di cemento innalzata da Israele lungo il suo confine con il Libano) e nel Golan.




Commenti