Egitto: antichissimi vasi riemergono lungo il Nilo
- 6 giorni fa
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Assadakah News - Nuove scoperte dall’Alto Egitto riportano l’attenzione su uno dei complessi funerari più importanti della valle del Nilo. Una missione del Consiglio Supremo delle Antichità ha portato alla luce camere sepolcrali e centinaia di reperti nel sito di Qubbet al-Hawa, vasta necropoli situata sulla riva occidentale del Nilo, nei pressi di Aswan.
Gli scavi, concentrati su pozzi funerari e ambienti scavati nella roccia, hanno restituito in due camere ben 160 vasi in ceramica, molti dei quali recano iscrizioni ancora leggibili e risultano in eccellente stato di conservazione. Si tratta di contenitori di varie dimensioni, utilizzati probabilmente per conservare cereali e liquidi destinati al sostentamento del defunto nell’aldilà. Il loro stato di conservazione offre agli studiosi nuovi elementi per comprendere non solo le pratiche funerarie, ma anche l’organizzazione economica e logistica dell’epoca.
Le datazioni collocano l’uso dell’area tra l’Antico Regno (circa 2700-2200 a.C.) e il Medio Regno (circa 2050-1650 a.C.), con evidenze che indicano una continuità e un riutilizzo delle tombe nel corso dei secoli.
In un’altra sepoltura è emerso un corredo particolarmente raffinato: specchi in bronzo, contenitori per il kohl – il tradizionale cosmetico per gli occhi nell’antico Egitto – collane in perline e altri oggetti di gioielleria databili al Medio Regno. Materiali che raccontano non solo il rango sociale dei defunti, ma anche aspetti della vita quotidiana, dell’estetica e della spiritualità.
Secondo quanto riportato dal quotidiano egiziano Ahram, il segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità, Hisham El-Leithy, ha sottolineato che le ricerche proseguiranno per chiarire le modalità di utilizzo delle tombe rupestri e ricostruire le trasformazioni del sito nel tempo.
Qubbet al-Hawa non è un luogo qualunque. Esplorata sistematicamente già alla fine dell’Ottocento, comprende circa un centinaio di tombe scavate nella roccia, originariamente destinate a governatori locali, dignitari e sacerdoti. Il sito rimase attivo per un arco temporale lunghissimo, dall’Antico Regno fino all’epoca romana, confermando il ruolo strategico dell’area di Aswan come porta meridionale dell’Egitto faraonico e snodo commerciale verso la Nubia.
Negli ultimi anni le campagne di scavo hanno restituito ritrovamenti significativi: nel 2019 dieci coccodrilli mummificati, nel 2020 sei tombe in mattoni crudi con tetto piatto e, nel 2025, tre sepolture dell’Antico Regno contenenti resti umani.
Il nuovo rinvenimento dei 160 vasi iscritti non è solo un dato numerico. È un tassello che rafforza l’idea di Qubbet al-Hawa come archivio stratificato della storia faraonica, capace ancora oggi di offrire elementi concreti per comprendere la lunga continuità culturale dell’antico Egitto lungo il Nilo.
(Foto de Il Giornale dell'Arte)




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