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Il Marocco come ponte strategico tra Africa, Europa e mondo arabo

  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Amal El Harrar

Il Marocco sta consolidando il proprio posizionamento come piattaforma strategica di connessione tra Africa, Europa e mondo arabo, con una particolare attenzione ai settori dell’energia, delle infrastrutture e della cooperazione economica internazionale, in particolare con l’Italia. Questa visione è emersa nel corso di un incontro con l’Ambasciatore del Regno del Marocco in Italia, Youssef Balla, organizzato dall’Associazione Guido Carli presso la Casa del Presidente Sandro Pertini a Palazzo Castellani, a Roma, nell’ambito del ciclo “Il Mondo Nuovo”, dedicato alle trasformazioni geopolitiche ed economiche globali.

Nel corso dell’evento è stato approfondito il posizionamento strategico di Rabat nello scenario internazionale, evidenziando la capacità del Paese di agire come spazio di intermediazione tra Africa subsahariana, Europa e mondo arabo. Tale funzione si inserisce in una più ampia strategia di diplomazia economica che mira a rafforzare il ruolo del Marocco come hub regionale di stabilità, connessione e integrazione.

Un tema centrale del dibattito ha riguardato le ambizioni energetiche del Regno, con particolare riferimento allo sviluppo dell’idrogeno verde e alla valorizzazione del potenziale solare ed eolico del Paese. Il Marocco punta infatti a consolidarsi come piattaforma continentale per la produzione e l’esportazione di energia pulita, favorendo al contempo nuove forme di cooperazione industriale con partner europei e, in modo specifico, con l’Italia.

In questo contesto si inseriscono anche le prospettive legate alle infrastrutture strategiche e alla connettività logistica, considerate elementi fondamentali per rafforzare l’integrazione economica tra le due sponde del Mediterraneo. Il rafforzamento delle catene del valore e la cooperazione nei settori industriali avanzati rappresentano infatti assi prioritari della partnership bilaterale.

L’incontro ha inoltre messo in evidenza il ruolo crescente della diplomazia sportiva marocchina, in particolare in vista della co-organizzazione dei Mondiali di calcio FIFA 2030, interpretata come strumento di soft power e come leva per attrarre investimenti esteri e rafforzare la proiezione internazionale del Paese.

Infine, il dibattito ha approfondito le relazioni bilaterali tra Italia e Marocco, caratterizzate da una crescente interdipendenza economica e sociale. La presenza di oltre 700.000 cittadini marocchini residenti in Italia e un interscambio commerciale superiore ai 5 miliardi di euro costituiscono la base di un partenariato in espansione, con ulteriori margini di crescita nei settori energetico, agroalimentare, logistico e della formazione professionale.

In questa prospettiva, il Marocco si conferma come un attore chiave nella costruzione di un nuovo equilibrio mediterraneo, fondato su cooperazione economica, transizione energetica e interconnessione strategica tra Africa ed Europa.


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