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Invasione israeliana del libano

  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Paola Angelini – Assadakah News

 

Il Presidente Joseph Aoun
Il Presidente Joseph Aoun

Il Libano è uno dei Paesi coinvolti nel conflitto Mediorientale e rappresenta un punto fondamentale nelle relazioni per la stabilità regionale, non solo per la sua posizione geografica, ma anche per il suo ruolo storico di ponte culturale e politico tra Oriente e Occidente.

L'Unione Europea ha espresso preoccupazione per la continua offensiva israeliana in Libano, avvertendo delle gravi conseguenze umanitarie e del rischio di un conflitto prolungato. È stato chiesto a Israele di porre fine alle operazioni, sottolineando che la situazione umanitaria è catastrofica, con oltre un milione di sfollati, pari a circa un quarto della popolazione libanese. Come noto i civili stanno pagando il prezzo più alto, in particolare in termini di vite umane. 

Lo scorso 3 marzo l'esercito israeliano avrebbe sparato munizioni al fosforo bianco sopra alcune aree residenziali nel Libano meridionale. L’organizzazione mondiale Human rights watch sostiene ci sarebbero prove che dimostrano l’uso di munizioni al fosforo bianco da parte dell’esercito di Israele. Il fosforo bianco è una sostanza presente nei proiettili, nelle bombe e nei razzi, si infiamma se esposta all'ossigeno, e può risultare devastante perché può rapidamente incendiare abitazioni, aree agricole e altre infrastrutture civili.

Il diritto internazionale umanitario vieta l'uso indiscriminato nelle aree popolate, l’esposizione è dannosa per gli esseri umani.

Il Presidente Joseph Aoun ha condannato gli attacchi israeliani che hanno preso di mira villaggi e città del sud, affermando: “Ancora una volta, Israele sta perseguendo la sua politica di aggressione sistematica lanciando assalti aerei contro villaggi libanesi popolati, in una pericolosa escalation che prende di mira direttamente i civili, li terrorizza e minaccia la loro sicurezza quotidiana, in flagrante violazione del diritto internazionale umanitario e dei principi più basilari di protezione dei civili”. Sottolineando che “Questa ripetuta aggressione conferma il rifiuto di Israele di rispettare gli impegni assunti nell'ambito dell'Accordo di cessazione delle ostilità e il suo deliberato disprezzo per gli sforzi compiuti dallo Stato libanese per controllare la situazione sul terreno, mantenere la stabilità e impedire l'espansione del confronto”.

L’elezione del Presidente Joseph Aoun, a gennaio 2025, dopo un lungo periodo di stallo istituzionale, segna ufficialmente un salto positivo per il Paese dei Cedri, che sta affrontando una sfida economica senza precedenti. Il collasso finanziario, il peggioramento dei servizi essenziali e i danni alle infrastrutture richiedono un approccio internazionale unito, in particolare nella pratica della ricostruzione e nel rilancio dell’economia produttiva.

Il Libano è alla ricerca di stabilità e sicurezza e con la leadership del Presidente Aoun potrà giocare un ruolo da protagonista e porre fine alla guerra nel sud del Paese, che ha aumentato le difficoltà economiche.

In più, la catastrofica distruzione del porto, avvenuta il 4 agosto 2020, causata da una terribile esplosione, ha privato Beirut della sua principale fonte di guadagno.

Il Presidente Joseph Aoun ha detto nel suo discorso di insediamento che la sfida è “Ricostruire uno Stato distrutto”.

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