top of page

Italia-Tunisia puntano su formazione di lavoratori specializzati: il nuovo modello

  • 13 lug
  • Tempo di lettura: 2 min

Italia e Tunisia rafforzano la cooperazione per formare lavoratori specializzati direttamente nel Paese nordafricano, con l’obiettivo di rispondere al fabbisogno di personale qualificato delle imprese italiane. Il progetto è stato al centro del convegno “La Formazione nel Paese di Origine per l’ingresso in Italia di Lavoratori Specializzati. Cooperazione Italia-Tunisia. Opportunità per Imprese e Professionisti”, svoltosi a Napoli.

L’iniziativa, promossa dalla Commissione Studio Mediterraneo dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli, in collaborazione con il Consolato di Tunisia a Napoli e con gli Ordini dei Commercialisti di Reggio Calabria, Bari e Napoli Nord, ha riunito istituzioni, professionisti, imprese e rappresentanti del mondo della formazione per discutere un modello di migrazione regolare basato sulle esigenze del sistema produttivo italiano.

Il percorso proposto parte dall’individuazione delle figure professionali richieste dalle aziende italiane e prosegue con una formazione tecnica, linguistica e civico-culturale svolta direttamente in Tunisia. Solo al termine di questo iter i lavoratori vengono inseriti nelle imprese italiane attraverso canali di migrazione regolare.

Secondo Domenico Miele, amministratore delegato di Michelangelo, il punto di partenza resta il fabbisogno espresso dalle aziende. “Tutto parte dalle imprese italiane, che indicano le competenze di cui hanno bisogno”, ha spiegato, sottolineando che il progetto punta ad allineare le competenze già possedute dai lavoratori tunisini agli standard e alle certificazioni richiesti dal mercato italiano ed europeo. L’obiettivo è trasferire il know-how maturato in oltre vent’anni nella metalmeccanica italiana per formare personale qualificato insieme ai partner tunisini. Per Marilena Nasti, consigliera delegata dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli per la Commissione Mediterraneo, il progetto rappresenta uno strumento per rafforzare i rapporti economici tra i due Paesi. L’iniziativa, ha spiegato, intende favorire lo sviluppo, l’attrazione di forza lavoro qualificata e nuove opportunità di integrazione, offrendo al tempo stesso un supporto concreto alle imprese e ai professionisti italiani.

Il progetto trova inoltre un fondamento nella normativa italiana introdotta dopo il Decreto Cutro. Elda Zofrea, di Sviluppo Lavoro Italia, ha ricordato che la legislazione ha valorizzato la formazione professionale e civico-linguistica come elemento centrale per favorire una migrazione regolare e qualificata. I percorsi vengono costruiti solo dopo un’attenta analisi delle esigenze delle imprese, combinando l’apprendimento della lingua italiana con il rafforzamento delle competenze professionali già possedute dai lavoratori.

Un ruolo decisivo è affidato proprio alla formazione linguistica. Silvia Finzi, docente della Facoltà di Lettere e Scienze Umane di Tunisi, ha evidenziato come per molti giovani tunisini l’italiano rappresenti una lingua completamente nuova, rendendo necessario predisporre programmi didattici specifici e docenti specializzati per favorire un’efficace integrazione lavorativa.

 

Commenti


bottom of page