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La Giordania festeggia 80 anni di indipendenza

  • 4 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Paola Angelini - Assadakah

Nella prestigiosa cornice della Casina Valadier a Roma, oggi 11 giugno 2026, Sua Eccellenza Kais Abu Dayyeh, Ambasciatore del Regno Hashemita di Giordania presso la Repubblica Italiana, ha organizzato un elegante ricevimento per festeggiare gli 80 anni dell'indipendenza giordana dall'Impero britannico, conseguita il 25 maggio del 1946.

L'evento è stato caratterizzato da una straordinaria partecipazione di alte cariche istituzionali, illustri esponenti del corpo diplomatico e figure di primo piano del mondo culturale, accademico e artistico capitolino, a testimonianza del profondo legame storico e della reciproca stima che unisce l'Italia e la Giordania.

Nel suo discorso di aperura, Sua Eccellenza l’Ambasciatore Kais Abu Dayyeh ha sottolineato il significato dell’iniziativa, ricordando l’intensa opera compiuta da Sua Maestà Re Abdullah II Ibn Al Hussein – che da 27 anni ha assunto il suo potere costituzionale – sotto il cui Regno “la Giordania ha continuato il suo cammino di modernizzazione e riforma, rafforzando la sua posizione regionale e internazionale, e ha consolidato la sua posizione come fidato partner e costante difensore di pace e stabilità”.

La Giordania, di fatto, si conferma attore chiave nella costruzione di un nuovo equilibrio mediterraneo fondato su diplomazia, stabilità regionale, cooperazione economica e interconnessione strategica con l’Europa. È stato dato rilievo, peraltro, alla preziosa opportunità di dialogo interculturale esistente tra Giordania e Italia, in un momento storico in cui appare fondamentale la comprensione reciproca attraverso la cooperazione e la cultura.

Il ricevimento ha offerto anche una preziosa occasione per osservare una serie di abiti giordani confezionati con tessuti finemente decorati.

La Giornata dell'Indipendenza della Giordania è la festa nazionale che celebra – oggi con l’80° anniversario dal 25 maggio 1946 – la data storica in cui la Giordania divenne uno stato moderno, libero dalla protezione e dalla dominazione di un'altra potenza straniera.

Nel Paese, molti sono stati gli eventi per la Giornata dell’Indipendenza, buona occasione, tra l’altro, per mostrare quanto siano ben organizzate le forze armate giordane e per esibire le acrobazie volanti dei Royal Jordanian Falcons, divisione dell’aviazione militare giordana (pur essendo l’indipendenza stata raggiunta, all’epoca, senza l’uso della forza delle armi).

Il Regno Hashemita di Giordania è stato fondato da Re Abdullah I, ed è attualmente governato dal Re Abdullah II, figlio salito al trono nel 1999.

Sua Maestà Re Abdullah I Hussein, padre della moderna Giordania, sarà sempre ricordato come il capo che ha guidato il Paese mettendo fine a lotte e tumulti per trasformarlo in un'oasi di pace, stabilità e moderazione nel cuore del Medio Oriente. I suoi connazionali lo ricordano come colui che ha consentito la nascita in Giordania di un clima di apertura, tolleranza e solidarietà. Conosciuto dalla sua gente come Al-Malik Al-Insan ("Il re umano"), Re Hussein apparteneva alla quarantaduesima generazione dei discendenti diretti del profeta Maometto. Durante il suo regno lungo e movimentato, re Hussein ha lavorato molto per l'ammodernamento del Paese e per innalzare gli standard di vita di tutti i cittadini giordani. Inizialmente, Re Hussein si dedicò alla costruzione di un'infrastruttura economica e industriale in grado di favorire il progresso e migliorare la qualità di vita della popolazione. Negli anni '60, vennero sviluppate le principali industrie della Giordania, fra queste anche quelle per la produzione di fosfati, cloruro di potassio e cemento, in parallelo con la rete di autostrade che attraversava tutto il Regno. Re Hussein si è sempre impegnato, durante i suoi 47 anni di regno, a promuovere la pace in Medio Oriente. Il trattato di pace del 1994 tra Giordania e Israele è stato un passo importante verso il raggiungimento di una pace giusta, completa e duratura in Medio Oriente.


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