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La Lega Araba condanna le restrizioni imposte dalle autorità a Gerusalemme

  • 2 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

Talal Khrais


Il Cairo, 31 marzo (QNA) –


Il Segretariato Generale della Lega Araba ha ribadito la sua ferma condanna e denuncia in merito alle continue misure e restrizioni imposte dalle autorità di occupazione israeliane alla libertà di culto nella città di Gerusalemme. Queste includono la limitazione e l'impedimento ai cristiani di accedere alla Chiesa del Santo Sepolcro e di praticare liberamente i propri riti religiosi durante il periodo festivo, nonché l'impedimento ai fedeli musulmani di accedere alla Moschea di Al-Aqsa/Haram al-Sharif.

Nella dichiarazione rilasciata il Segretariato Generale della Lega Araba ha affermato che tali misure costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario, e una chiara violazione del diritto fondamentale alla libertà di religione e di credo. Inoltre, violano lo status quo storico e giuridico dei luoghi santi islamici e cristiani di Gerusalemme.

Nella dichiarazione è stato ribadito il rifiuto assoluto della Lega Araba rispetto a qualsiasi tentativo di alterare l'identità storica e demografica di Gerusalemme o di minarne lo status attuale, sottolineando la necessità di rispettare la custodia dei luoghi santi e di preservarne il carattere religioso e storico. La dichiarazione ha esortato la comunità internazionale a rispettare le proprie responsabilità legali e morali, agire con urgenza per fermare queste violazioni, garantire la protezione dei luoghi santi e assicurare il libero e illimitato accesso dei fedeli. È stato sottolineato che il proseguimento di tali politiche non farebbe altro che esacerbare le tensioni e compromettere le prospettive di una pace giusta e globale nella regione.

Infine, la necessità di aderire alle pertinenti risoluzioni internazionali, comprese quelle del Consiglio di Sicurezza e dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che affermano lo status giuridico e storico di Gerusalemme compresi i diritti del popolo palestinese.

 

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