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"La riconciliazione significa affrontare il passato con verità e coraggio"

1 giorno fa
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*CITTÀ DEL VATICANO -

 

 


Assadakah News


Il Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali della Segreteria di Stato vaticana (Ministro degli Esteri vaticano), Mons. Paul Richard Gallagher, ha affermato che il concetto di perdono e di richiesta di perdono conserva ancora oggi una forza particolare e una grande importanza, sottolineando che la riconciliazione non significa dimenticare il passato, ma affrontarlo con verità e apertura al dialogo.


Lo ha detto Mons. Gallagher durante la presentazione del libro dal titolo "Perdoniamo e chiediamo perdono", presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Il volume raccoglie gli atti di un convegno scientifico tenutosi lo scorso anno, in occasione del 60° anniversario della storica Lettera che i Vescovi polacchi indirizzarono ai loro confratelli tedeschi, il 18 novembre 1965.

Il Segretario vaticano ha ricordato che quella Lettera fu pubblicata in un'Europa che portava ancora le ferite della Seconda Guerra Mondiale, ma rappresentò un passo importante sulla via della riconciliazione tra il popolo polacco e quello tedesco. Questa esperienza ricorda che la riconciliazione si basa sull'affrontare il passato con sincerità e coraggio, sul dialogo e sulla fiducia, affermando che per un cristiano la riconciliazione è prima di tutto un dono di Dio.

Il responsabile vaticano ha invitato a trarre insegnamento da questa esperienza per affrontare le divisioni e le tensioni che il mondo vive oggi, e a preservare quanto realizzato in decenni di sforzi per costruire la pace e la riconciliazione. Ha espresso l'auspicio che quelle "mani tese" di sessant'anni fa restino intrecciate e costituiscano per le nuove generazioni una via verso la riconciliazione, la responsabilità comune e la pace.

Da parte sua, l'Ambasciatore polacco presso la Santa Sede, Adam Kwiatkowski, ha sottolineato che il mondo ha oggi bisogno di passi e decisioni più coraggiose, di iniziative basate sul tendere la mano all'altro, mostrando rispetto e gratitudine nonostante le differenze.

L'Ambasciatore tedesco presso la Santa Sede, Bruno Kahl, ha confermato che la riconciliazione non è facile, ma è possibile, notando che per realizzarla è necessario che una delle parti faccia il primo passo. Il diplomatico tedesco ha auspicato che il nuovo libro contribuisca a ravvivare questi valori e a incoraggiare nuove iniziative che aiutino a superare l'odio, la violenza e le guerre.

Da parte sua, Andrzej Jery, direttore del Centro "Memoria e Futuro" e uno degli organizzatori delle celebrazioni del 60° anniversario della storica Lettera, ha affermato che il libro documenta una parte degli sforzi comuni per rafforzare le relazioni tra Polonia e Germania. Ha indicato che questi sforzi hanno portato a un ampio sostegno nel Parlamento tedesco per finanziare la creazione della Casa Polacca e del Memoriale per le vittime polacche della Seconda Guerra Mondiale a Berlino.

Alla presentazione del libro hanno partecipato diverse personalità, tra cui il Nunzio Apostolico in Polonia Mons. Antonio Guido Filipazzi, l'ex Primo Ministro polacco Hanna Suchocka, il Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche P. Marek Inglot, oltre a circa quindici ambasciatori e capi missione diplomatica accreditati presso la Santa Sede.

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