La solidarietà del sindaco di Cascia al popolo libanese
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Paola Angelini - Assadakah News

Talal Khrais, fondatore dell’Associazione Italo Araba, corrispondente della Nazional News Agency NNA, è stato ricevuto dal Sindaco di Cascia, Mario De Carolis, per la giornata dedicata alla celebrazione del decennale per la donazione della grande statua di santa Rita da parte del Popolo libanese. Un incontro di raccoglimento, un momento istituzionale per rinnovare il legame tra la città umbra con la comunità libanese, con la proiezione del filmato di benedizione e posizionamento di una targa presso la statua. Un appuntamento che rappresenta il forte legame di amicizia e devozione tra Cascia e il Libano, una relazione celebrata in passato anche con le sante messe in rito maronita e lingua araba all’interno della Basilica.

Cascia è un borgo che profuma di silenzio e spiritualità, incastonato tra le montagne dell’Umbria, dove visse Santa Rita, la “Santa degli impossibili”, amata e venerata in tutto il mondo per la sua forza, la sua umiltà e il suo immenso amore. E qui, ogni anno migliaia di pellegrini arrivano per raccogliersi davanti al suo Santuario, per affidare alla Santa preghiere, sogni e ringraziamenti. Ma anche chi non cerca un percorso religioso resta incantato dalla bellezza autentica di questo luogo sospeso tra cielo e terra. La statua, donata dieci anni fa, simboleggia la devozione alla “Santa dell’Impossibile”, considerata la Patrona di tantissimi libanesi. Oggi, quel dono continua a essere simbolo di fede, pace e fratellanza tra i popoli.
Hanno partecipato all’incontro l’addetta stampa Martina Grillotti, il Vicesindaco Marco Emili, il Consigliere Samuele Aloisi, l’Assessore Niccolò Sabatini. Il Sindaco e tutte le personalità istituzionali sono stati ricevuti nel convento di Santa Rita per ringraziare Padre Giustino Casciano, Rettore della Basilica di Santa Rita, che ha manifestato solidarietà al popolo libanese.

Il giornalista Talal Khrais ha proposto una stretta collaborazione tra Cascia e Bekaa Kafra, città natale di San Charbel, Santo libanese dei miracoli impossibili. Il Sindaco ha accolto la proposta, riconoscendo Cascia come luogo di incontro tra tutti i popoli del mondo, terra di dialogo e di speranza. In più, il primo cittadino di Cascia ha ringraziato l’Ambasciatore del Libano presso la Santa Sede, Fadi Assaf, per le parole di condivisione rivolte ai cittadini di Cascia, auspicando di poter incontrare, il prossimo 18 ottobre, i rappresentanti del popolo libanese, per un giorno speciale a Cascia anche con il Sindaco di Bekaa Kafra, Eli Makhlouf.
Talal Khrais ha promesso al Sindaco, come Associazione Italo Araba e come corrispondente della National News Agency NNA insieme a molti colleghi della Stampa Estera, di dare grande risalto all’evento perché, da sempre, il Libano e l’Italia sono due popoli con un solo cuore. È stato ricordato che il 9 settembre 2015, durante una solenne cerimonia in Piazza San Pietro, Città del Vaticano, il Papa Francesco ha benedetto una gigantesca statua libanese di Santa Rita, dono della Chiesa del Libano. La statua scolpita in pietra calcarea estratta nella città di Tartaj, a Jbeil, è alta 6 metri e pesa 600 Kg. È stata creata dallo scultore libanese, Nayef Alwan, della città di Ayto, a Zgharta, e finanziata dall’imprenditore libanese Sarkis Sarkis.

Il Paese dei Cedri resta unito con Cascia dalla devozione per Santa Rita e San Charbel, il monaco e sacerdote Maronita Libanese, conosciuto tra i Cristiani libanesi, che amava la solitudine e l’isolamento. San Charbel si formò nel Monastero di San Marone, situato nella regione montuosa del Libano settentrionale, nei pressi del villaggio di Annaya e, rimasto nel monastero come monaco esemplare, si dedicò alla lettura e allo studio delle vite dei Santi per imparare da loro.

La sua città di origine è Bekaa Kafra, incastonata tra le montagne, dove passò la sua infanzia. Quando la lasciò, non guardò mai indietro, né alla sua infanzia, né all’atmosfera familiare. Non reclamò mai la sua eredità, abbandonando tutte le ricchezze della terra. A Bekaa Kafra, lasciò ricordi preziosi, soprattutto dopo la morte del padre – perdita che lo colpì profondamente –, costretto ai lavori forzati per l’esercito turco.



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