Labaki: 'il Libano continua ad amare la vita, l'arte è il nostro atto di resistenza'
- 28 mag
- Tempo di lettura: 1 min
Assadakah News

Labaki la cineasta sul palco di Cannes: “mentre sono invitata a celebrare la vita, a consegnare il premio per la sceneggiatura, non posso fare a meno di pensare al mio Paese, il Libano, questa forza un baluardo contro la follia del male”. “Il Libano un Paese che, fin dalla mia nascita, sembra condannato a vivere gli scenari peggiori. Confesso che da quando abbiamo ricevuto questo invito, io e mio marito, che è qui in sala e ci sta guardando in un certo modo - stiamo vivendo un turbine di contraddizioni, emozioni contrastanti e incertezze”. “È saggio abbandonare i propri figli e lasciare il Libano mentre il nostro Paese è dilaniato da una guerra devastante?”
“Abbiamo il diritto di celebrare la vita quando la morte ci circonda?". Lo dice la cineasta libanese Nadine Labaki introducendo il premio per la sceneggiatura durante la cerimonia di chiusura a Cannes. “Ma ricordo che, nonostante le ferite, nonostante le ingiustizie, questo piccolo Paese, a malapena visibile su una mappa, continua ostinatamente a gridare, a cantare, a scrivere, a filmare, ad amare la vita come se l'arte fosse diventata il nostro atto di resistenza supremo. Quindi stasera, celebriamo questo potere, il potere dell'arte, il potere delle parole, il potere del cinema, e celebriamo anche questa splendida sala, voi, questa energia creativa, questa forza che può diventare uno dei più bei baluardi contro la follia del male”.




Commenti