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Libano - Tiro: patrimonio millenario a rischio

  • 23 apr
  • Tempo di lettura: 3 min

Rovine del Libano
Rovine del Libano

Chiara Chimienti (Assadakah News) - Tiro (Sour, in arabo), una delle città abitate più antiche del mondo, fondata dai Fenici e patrimonio mondiale dell'UNESCO. Situata a sud-ovest della costa mediterranea orientale, quasi a metà strada tra Beirut e Haifa, è custode di un'eredità archeologica che racconta una storia le cui radici affondano nel terzo millennio a.C.. La città vanta principalmente di resti romani, la cui incolumità è oggi gravemente minacciata.


Fra le parti della città danneggiate dalla guerra scoppiata il 28 febbraio 2026 vi è il sito archeologico di Al-Bass, localizzato in prossimità del campo profughi di Al-Bass, uno dei 12 campi palestinesi del Libano. A colpirlo è stato un attacco missilistico israeliano, venerdì 6 marzo, causando danni lungo il perimetro dell'area UNESCO.


Il sito di Al-Bass comprende una necropoli risalente al II secolo, che fungeva da accesso principale alla città in epoca antica, estendosi lungo un ampio viale in stile romano e bizantino, dominato da un arco trionfale risalente. Al-Bass conserva anche un acquedotto e un ippodromo, entrambi appartenenti all'Epoca antoniniana, riconducibile all'apogeo dell'Impero romano.


Secondo alcuni esperti, il raid aereo dello scorso mese ha colpito la zona cuscinetto del sito Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. Lo stesso Ministro della Cultura libanese Ghassan Salamé ha affermato in una comunicazione ufficiale della pagina Facebok del Ministero della Cultura libanese che "non vi è alcuna presenza militare o di sicurezza nei siti e tale pretesto non può essere utilizzato per bombardarli o danneggiarli".


"Il sito è iscritto nella Lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO ed è inoltre inserito nella Lista della protezione rafforzata conformemente alla Convenzione dell’Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato e al suo Secondo Protocollo nell’ambito dell’UNESCO, che garantisce una protezione rafforzata durante i conflitti armati." - ha aggiunto il Ministro Salamé.


La misura a cui il Ghassan Salamé fa riferimento è quella che l'UNESCO ha adotatto nei confronti di 39 siti culturali in tutto il Libano, il 1° aprile scorso, a fronte delle crescenti preoccupazioni per i rischi che incombono sul patrimonio del Paese.


La decisione è stata presa in seguito a una sessione straordinaria che ha posto i siti sotto il massimo livello di protezione giuridica internazionale contro attacchi o usi militari. Adottata nell'ambito della Convenzione dell'Aia del 1954, essa prevede anche uno stanziamento di oltre 100.000 dollari in aiuti di emergenza a sostegno delle attività di salvaguardia sul territorio.


Il nuovo status concesso dall'UNESCO ha lo scopo di scoraggiare gli attacchi e rafforzare le garanzie legali, ma sul piano pratico, gli esperti sottolineano come anche attacchi indiretti o che avvengano in zone limitrofe possono avere un impatto negativo sulla conservazione dei beni. Le onde d'urto ad esempio possono generare vibrazioni nel terreno in grado di indebolire i materiali di costruzione e nel tempo destabilizzarne l'integrità. Le sostanze chimiche tossiche come il fosforo bianco o altri tipi di ordigni possono gradualmente danneggiare invece le piccole parti più esposte come mosaici e dettagli di scultura.


Da un punto di vista pratico, la tutela effettiva che scaturisce dalla misura proclamata rimane incerta, nonostante il suo peso giuridico. Infatti, i meccanismi di protezione internazionale si basano principalmente sul rispetto delle norme e la documentazione di violazioni, supportando future azioni legali ed esercitando pressione sulla comunità internazionale. La loro capacità di fornire dunque una protezione fisica immediata resta però limitata.


Fonti: The Jordan Times, The Art Newspaper, Treccani, L'Orient-Le-Jour, Facebook





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