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Majida El Roumi ambasciatrice della canzone libanese nel mondo

  • 9 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

Talal khrais

 

Le sue canzoni scorrono nel mio sangue, la sua magica voce, le parole ci dicono di non dimenticare il Paese dei Cedri, il paese delle numerose anime si piega, ma non si arrende.

 

Majida El Roumi è una delle più celebri cantanti arabe e icona indiscussa della musica araba. Conosciuta anche come la “Voce dell’Oriente, è Ambasciatrice della canzone libanese nel mondo.

La sua voce, potente e melodica, l’ha resa celebre a livello internazionale con “Kalimat” (“Parole”), “Ietazalt Elgram” (“Ho rinunciato all’amore”), “Khedni Habibi” (“Portami via amore mio”), “Kon Sadiki” (“Sii mio amico”).

Majida è nota soprattutto per il suo repertorio variegato che spazia dalla musica classica araba alle ballate contemporanee, dalle melodie romantiche alle poesie impegnate: tutte impresse nella memoria musicale araba.

L’artista ha anche interpretato molte canzoni patriottiche, tra le quali “Ya Bairut” (“O Bairut”), diventando simbolo del Paese dei Cedri.

Majida El Roumi nasce a Kfarshima, Libano, il 13 dicembre 1956 è una brava e bella artista coinvolta in molte attività umanitarie e culturali, contribuendo così al suo status di figura influente.

Nel corso degli anni, Majida El Roumi ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per il suo contributo alla musica e alla cultura araba. Ha duettato con artisti di fama internazionale, la sua presenza scenica carismatica e la sua dedizione alla sua arte, le hanno fatto guadagnare un posto di prestigio nell’Olimpo della musica.

 

Il testo in italiano di una canzone per Beirut, la città millenaria.

 

Oh Beirut, oh Beirut, oh Beirut, regina del mondo, oh Beirut.

Confessiamo davanti all'Unico Dio che siamo tutti gelosi di te e che la tua bellezza ci ha ferito.

Confessiamo davanti all'Unico Dio che siamo tutti gelosi di te e che la tua bellezza ci ha ferito.

Confessiamo ora

di non averti trattato con giustizia, né di aver avuto misericordia di te, di non averti compreso, né di averti perdonato.

Di non averti trattato con giustizia, né di aver avuto misericordia di te, di non averti compreso, né di averti perdonato.

E ti abbiamo dato un coltello invece di una rosa.

Confessiamo davanti al Dio Giusto

di non averti trattato con giustizia, né di aver avuto misericordia di te, di non averti compreso, né di averti perdonato.

Di averti ferito, di averti sfinito, di averti bruciato e di averti fatto piangere.

E ti abbiamo oppresso, o Beirut, con i nostri peccati, o Beirut.

 

O Beirut, o Beirut, o Beirut, o Signora del Mondo, o Beirut.

O Beirut, o Beirut, o Beirut, o Signora del Mondo, o Beirut.

 

O Beirut, o Beirut, o Beirut, o Signora del Mondo, o Beirut. O Beirut, o Beirut, o Beirut, o Regina del Mondo, o Beirut, o Beirut, il mondo dopo di te non ci basta, o Beirut,

Ora sappiamo che le tue radici affondano in noi, ora,

Ora sappiamo cosa hanno fatto le nostre mani, ora,

Ora sappiamo che le tue radici affondano in noi, ora,

Ora sappiamo cosa hanno fatto le nostre mani, ora,

Sorgi dalle macerie come un fiore di mandorlo in aprile,

Sorgi dal tuo dolore, sorgi, perché la rivoluzione nasce dal grembo del dolore,

Sorgi dalle macerie, sorgi in onore delle foreste, sorgi, sorgi,

Sorgi in onore dei fiumi, sorgi, sorgi,

Sorgi in onore dei fiumi, delle valli e dell'umanità, sorgi,

Sorgi dalle macerie come un fiore di mandorlo in aprile,

Sorgi dal tuo dolore, sorgi, perché la rivoluzione nasce dal grembo del dolore,

Sorgi dalle macerie, sorgi in onore delle foreste, sorgi, sorgi,

Sorgi in onore dei fiumi, Alzati, alzati,

Alzati in onore dei fiumi, delle valli e dell'umanità! Alzati!

Alzati in onore dell'umanità!

Alzati, Beirut, alzati!

O Beirut, la rivoluzione nasce dal grembo del dolore, o Beirut!

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