Ministro della cultura libanese: prevenire la distruzione del Castello di Beaufort
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Beirut - Antoinette Chalita

Il Ministro della Cultura, Dott. Ghassan Salameh, ha inviato una lettera al Direttore Generale dell'UNESCO, Dott. Khaled El-Enany, chiedendo "l'intervento immediato e urgente dell'organizzazione per coinvolgere le parti interessate e attivare tutti i meccanismi internazionali appropriati al fine di prevenire la distruzione del sito del Castello di Beaufort (Qalaat al-Chqif), a seguito di una gravissima minaccia che incombe su questo sito archeologico". Ha sottolineato che "il silenzio o l'inerzia di fronte a una tale minaccia aprirebbero la strada a violazioni le cui conseguenze per il patrimonio culturale protetto dal diritto internazionale sarebbero irreversibili".
La lettera recitava:
"Egregio Direttore Generale dell'UNESCO, Dott. Khaled El-Enany,
Le scrivo nuovamente, a meno di dieci giorni dalla mia precedente corrispondenza, per portare alla Sua attenzione una minaccia estremamente grave contro il Castello di Beaufort (Qalaat al-Chqif). I media israeliani hanno diffuso notizie, ampiamente propagatesi anche sui social media in Libano, che indicano esplicitamente la possibilità di distruzione di questo importante sito culturale. Ciò desta seria preoccupazione per l'imminente rischio che un simile atto venga messo in atto.
Di fronte a questa minaccia diretta, il Libano esprime la sua profonda preoccupazione per il reale pericolo di perdere questo simbolo storico, che incarna una memoria collettiva e possiede un valore patrimoniale di universale importanza per l'umanità. La distruzione di questo sito non solo costituirebbe una perdita irreparabile per il patrimonio culturale del Libano, ma rappresenterebbe anche un gravissimo attacco al patrimonio culturale dell'umanità intera.
La minaccia contro il Castello di Beaufort (Qalaat al-Chqif) costituisce una grave violazione della Convenzione dell'Aia del 1954 per la salvaguardia dei beni culturali." Beni in caso di conflitto armato, i suoi due Protocolli e gli obblighi internazionali relativi alla protezione rafforzata dei beni culturali.
Il Castello di Beaufort (Qalaat al-Chqif) è sotto la responsabilità del Ministero della Cultura libanese - Direzione Generale delle Antichità dal 2000, in seguito al ritiro dell'esercito israeliano dal sito.
Da allora, sono stati intrapresi sforzi significativi per il restauro, la conservazione e la riabilitazione al fine di preservare questo importante monumento storico e riaprirlo al pubblico, ai ricercatori e ai visitatori.
A seguito dello scoppio della guerra nel 2024, l'UNESCO ha concesso al sito lo status di protezione rafforzata, in riconoscimento del suo eccezionale valore patrimoniale e dell'assoluto impegno per la sua conservazione.
Qualsiasi attacco o distruzione di questo sito creerebbe un precedente estremamente pericoloso, minando la validità giuridica dei meccanismi internazionali istituiti per la protezione dei beni culturali durante i conflitti armati.
Oltre ai danni fisici che potrebbero derivarne, qualsiasi attacco a questo sito avrebbe un impatto diretto sulla memoria collettiva, sull'identità culturale e sui profondi legami storici che uniscono i popoli al loro patrimonio. La scomparsa di La distruzione del Castello di Beaufort (Qalaat al-Chqif) rappresenterebbe una perdita irreversibile per la storia e per le generazioni future.
Pertanto, chiediamo all'UNESCO di intervenire immediatamente e con urgenza, di coinvolgere le parti interessate e di attivare tutti i meccanismi internazionali appropriati per impedire la distruzione di questo sito.
Il silenzio o l'inazione di fronte a una simile minaccia aprirebbero la strada a violazioni le cui conseguenze per il patrimonio culturale protetto dal diritto internazionale sarebbero irrisolvibili. Il Libano ribadisce il suo profondo impegno nei confronti dei principi del diritto internazionale e ripone la sua fiducia nel ruolo fondamentale svolto dall'UNESCO nella difesa del patrimonio culturale dell'umanità e nella prevenzione di qualsiasi atto che costituisca un grave attacco contro un bene culturale che gode di una protezione rafforzata.
Vi esortiamo a dedicare a questa questione l'attenzione e l'urgenza che merita e a informarci di qualsiasi misura riteniate opportuna per impedire la commissione di questo crimine contro il patrimonio culturale.




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