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No allo Stato della sparizione confessionale in Libano, si all'unità nazionale

  • 25 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

Talal khrais


Il male del Libano sono le divisioni confessionali, dividere il Paese come se fosse una torta, invece di credere in una Nazione che abbracci tutti i cittadini.

A prescindere dalla validità della decisione di revocare le credenziali all'ambasciatore iraniano in Libano, l'entità della mobilitazione politica e religiosa che l'ha accompagnata, rivela una profonda falla nella governance e nella natura delle relazioni estere del Libano.

 

Perché le relazioni diplomatiche vengono ridotte a mere appartenenze settarie?

 

Il rapporto con l'Iran diventa forse una questione sciita, quello con l'Arabia Saudita una questione sunnita e quello con la Francia una questione cristiana? Questa logica non rispecchia la diversità del Libano; al contrario, perpetua la disgregazione dello Stato e lo trasforma in un'arena di influenze contrastanti anziché in un quadro unificante per i suoi cittadini.

 

Questa realtà è una delle manifestazioni più pericolose della debolezza dello Stato, poiché le istituzioni statali sembrano incapaci di mantenere anche un livello minimo di coesione nazionale.

 

La sovranità non è un concetto teorico; si incarna in aspetti fondamentali: in primo luogo, la decisione di guerra e di pace, in secondo luogo, la gestione della politica estera. Quando la prima decisione spetta al di fuori dell'autorità politica e quando quest'ultima non è in grado di gestire le relazioni estere del Libano in modo unitario, ci troviamo di fronte a seri segnali dell'inizio della disgregazione dello Stato.

 

Questa preoccupazione è aggravata dall'incapacità dello Stato di imporre pienamente la propria autorità in materia di sicurezza, data la presenza di forze di fatto che aggirano le istituzioni ufficiali in numerosi casi.

 

Di fronte a questa situazione, sorge spontanea una domanda: è questo il modello a cui aspirano i libanesi? Uno Stato di questa forma può garantire sicurezza e protezione, o aprire la strada a un autentico sviluppo democratico?

 

Di fronte a queste sfide, i libanesi si trovano in un momento cruciale che richiede un dialogo responsabile e franco, che dia priorità all'interesse nazionale e rafforzi la costruzione di uno Stato capace, sovrano e giusto, che funga da punto di riferimento unificante per tutti i suoi cittadini.

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