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Ottant'anni di indipendenza della Giordania… Una nazione nata dalle sfide e cresciuta salda

  • 56 minuti fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Di: Issam Al-Halabi

 

Il 25 maggio 1946, fu dichiarata l'indipendenza del Regno Hascemita di Giordania, segnando l'inizio del percorso dei giordani verso la costruzione del loro Stato moderno in una regione ricca di trasformazioni politiche e conflitti regionali. Quel giorno, l'indipendenza non fu solo una dichiarazione politica, ma un momento fondante per una solida identità nazionale, consolidando la presenza della Giordania come Stato arabo indipendente con un proprio progetto politico e proprie istituzioni nazionali. Ottant'anni sono trascorsi da quella data e la Giordania è ancora salda, mantenendo la sua presenza e il suo ruolo in un mondo arabo che ha assistito a molti cambiamenti. Nel corso di questi decenni, il Regno è stato in grado di costruire un modello basato sullo Stato e sulle sue istituzioni e di proseguire con fiducia il suo cammino verso la modernizzazione e lo sviluppo, nonostante la complessità e la volatilità della regione. Quando l'indipendenza fu dichiarata il 25 maggio 1946, il principe Abdullah bin Hussein era diventato re del Regno Hascemita di Giordania, in seguito alla creazione dell'Emirato di Transgiordania nel 1921. Da quel momento, le caratteristiche del moderno Stato giordano iniziarono a delinearsi gradualmente attraverso la costruzione dell'esercito arabo, lo sviluppo della pubblica amministrazione e l'istituzione di istituzioni educative e giudiziarie, culminando nel consolidamento del concetto di uno Stato moderno fondato sulla legge e sull'ordine. Forse ciò che ha contraddistinto l'esperienza giordana è stato il fatto che lo Stato fu fondato con un progetto chiaro per la costruzione sia del suo popolo che delle sue istituzioni. Nei decenni successivi, la Giordania ha assistito a un notevole sviluppo in vari settori, dall'istruzione e dalla sanità alle infrastrutture e ai servizi pubblici, oltre all'espansione del ruolo delle università e delle istituzioni culturali e mediatiche, che hanno contribuito alla formazione di una società istruita e consapevole che ha svolto un ruolo fondamentale nel progresso dello Stato. Nella memoria giordana, l'indipendenza è sempre legata all'istituzione hashemita che ha guidato il processo di creazione e sviluppo dello Stato. Dal re fondatore Abdullah I, al re Talal, il cui nome è legato alla Costituzione giordana del 1952, poi al re Hussein, che guidò il paese per decenni e contribuì a rafforzare la posizione regionale e internazionale della Giordania, fino al re Abdullah II, che avviò progetti di modernizzazione politica, economica e amministrativa, l'idea di uno stato moderno e sviluppato è rimasta parte integrante della visione giordana. In oltre ottant'anni, la società giordana è cambiata radicalmente. Le città si sono espanse, le reti stradali e le infrastrutture pubbliche si sono sviluppate e il numero di università e istituti è aumentato. Il Regno ha anche assistito a una rinascita nei settori della tecnologia, degli investimenti e dell'economia digitale, parallelamente alla continua modernizzazione dell'amministrazione e dei servizi governativi. La Giordania è diventata un modello arabo per la sua attenzione all'istruzione, all'emancipazione giovanile e all'apertura al progresso scientifico e tecnologico. Inoltre, la Giordania ha consolidato la sua posizione di nazione che crede nel suo ruolo arabo e umanitario, avendo accolto i suoi fratelli arabi nel corso della sua storia e presentato l'immagine di un paese che coniuga l'appartenenza nazionale con la capacità di mantenere la propria stabilità e le proprie istituzioni. Allo stesso tempo, la Giordania ha mantenuto una presenza politica e diplomatica attiva su diverse questioni arabe, in particolare la causa palestinese, che è rimasta profondamente radicata nella coscienza e nel panorama politico giordano. Ogni anno, le strade delle città giordane si trasformano in vivaci manifestazioni di orgoglio nazionale, adornate da bandiere, canti e parate militari, a testimonianza del profondo legame che i giordani hanno con la loro patria e dell'orgoglio per la loro storia. Ma dietro questa scena festosa si cela una storia più profonda: la storia di una nazione che ha costruito silenziosamente e costantemente la propria esperienza e ha proseguito il suo cammino verso la modernità e lo sviluppo senza perdere la propria identità nazionale e araba. Nell'ottantesimo anniversario dell'indipendenza, i giordani non commemorano semplicemente un evento storico del passato; rievocano il percorso di una nazione cresciuta insieme al suo popolo, un percorso portato avanti dalla famiglia hashemita attraverso decenni di sviluppo e modernizzazione. Dal re fondatore Abdullah I, passando per re Talal e re Hussein, fino a re Abdullah II, il rapporto tra i giordani e la loro leadership è rimasto fondato sul concetto di uno Stato che salvaguarda la stabilità, promuove lo sviluppo e difende la propria identità araba e la propria missione nazionale. Sono trascorsi ottant'anni e la Giordania continua a innalzare con orgoglio la sua bandiera, facendo affidamento sul suo esercito, sulle sue istituzioni, sull'unità del suo popolo e sull'eredità hashemita, profondamente intrecciata nella coscienza giordana con i valori di lealtà e continuità. In una nazione che ha imparato a trasformare le sfide in opportunità, la Festa dell'Indipendenza di oggi è una celebrazione dello sviluppo in corso e una testimonianza del fatto che le grandi nazioni non si misurano solo dalla loro età, ma dall'impatto duraturo che hanno sulla storia del loro popolo e sul futuro delle loro generazioni.

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