Papa Leone XIV in Francia: "Perché il mondo abbia la vita"
di Talal Khrais

La protezione dell'uomo e della sua dignità
La visita di Papa Leone XIV in Francia ha significati che vanno oltre la dimensione religiosa e formale.
Il viaggio avviene in un delicato periodo storico che coinvolge l’Europa e il resto del mondo, in cui si incrociano le crisi della guerra, dell'immigrazione, dell'inquietudine sociale e della sfiducia nelle istituzioni, con interrogativi crescenti sul futuro dei valori umani e religiosi nelle società moderne.
Proprio per queste motivazioni lo slogan del viaggio "Perché il mondo abbia la vita" acquista un'importanza speciale, perché riassume il senso che la visita vuole evidenziare: la protezione dell'uomo e della sua dignità, la pace, la solidarietà, che non sono questioni marginali, ma sono i valori della responsabilità condivisa che supera confini, appartenenze religiose e politiche.
Da Parigi a Lourdes, infine a Metz, il programma papale sembra disegnato per legare la dimensione spirituale alle questioni dell'uomo, delle società, dell'Europa.
L'appuntamento con il Presidente Emmanuel Macron, la visita all'UNESCO e la preghiera nella Cattedrale di Notre-Dame a Parigi, sono stati momenti di un percorso che esorta a costruire collegamenti, mentre il mondo moltiplica le barriere. Tutti sono stati invitati a rimanere connessi alla cultura, all’educazione, alla pace e al futuro delle società europee e internazionali.
L'incontro con i giovani è stato uno spazio per parlare alla generazione che cerca senso e ruolo in un mondo in rapida trasformazione.

Papa Prevost nel santuario cattolico francese di Lourdes associato alle guarigioni, ha donato alla visita una dimensione umana e chiara, attraverso la preghiera per i malati e all'incontro con i sofferenti, comprese le vittime di abusi nella Chiesa.
A Metz la visita ha assunto una dimensione europea più evidente, attraverso il dialogo tra le religioni e il discorso sulle radici dell'Europa sempre per la pace e l'unità. Il messaggio pone il continente di fronte a una domanda che va oltre le istituzioni politiche e cioè: come può l'Europa mantenere la sua unità e identità, e fare della sua diversità religiosa, culturale una fonte di cooperazione e non di divisione?
La visita ha aperto anche uno spazio di dibattito su questioni internazionali, dalla guerra in Ucraina alle crisi in Medio Oriente, alla cooperazione con l'Africa, al clima e all'intelligenza artificiale.
Da qui lo slogan "Perché il mondo abbia la vita" appare come la chiave di lettura dell'intero viaggio: vita non significa solo sopravvivenza, ma dignità dell'uomo, pace, giustizia, dialogo, solidarietà e capacità di costruire un futuro in cui religioni, culture e popoli coesistano. La pace è un percorso fatto di comunicazione, rispetto della persona, abilità nel vedere tutte le forme di convivenza possibili, anche nelle disuguaglianze.

La Francia è una tappa per lanciare un messaggio rivolto all'Europa e al mondo insieme: fede, cultura, dialogo possono incontrarsi attorno all'uomo come punto di partenza e fine ultimo.




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