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Roma: l'Armenia presenta la sua linea per la COP17

  • 20 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Letizia Leonardi (Assadakah News) - A Roma l’Armenia ha messo sul tavolo la propria strategia in vista della COP17, la Conferenza delle Parti della Convenzione Onu sulla diversità biologica che si svolgerà a Yerevan nel 2026. L’occasione è stata un evento informativo organizzato nella capitale italiana, a margine della sesta sessione dell’organo sussidiario per l’attuazione della Convenzione.

Il ministro dell’Ambiente Hambardzum Matevosyan ha illustrato l’approccio con cui il suo Paese intende guidare i lavori: gestione trasparente, coinvolgimento ampio degli attori interessati e obiettivi ambiziosi. L’obiettivo dichiarato è chiaro: fare della conferenza di Yerevan un momento di svolta capace di trasformare dichiarazioni e impegni internazionali in risultati concreti e verificabili.

Tra i punti centrali indicati dal ministro c’è la prima valutazione complessiva dei progressi verso i target 2030 per la tutela della biodiversità. Una verifica che, ha sottolineato, potrà essere credibile solo se gli Stati presenteranno per tempo rapporti nazionali completi e fondati su dati solidi. Senza numeri affidabili, il rischio è che tutto resti sulla carta.

Altro nodo cruciale: le risorse finanziarie. Per raggiungere gli obiettivi globali servono fondi adeguati, facilmente accessibili e soprattutto prevedibili nel tempo. Su questo fronte l’Armenia ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare con i partner internazionali per individuare soluzioni pratiche e sostenibili.

Nel dibattito è emersa anche l’importanza del ruolo delle popolazioni indigene e delle comunità locali, considerate non semplici destinatari delle politiche ambientali ma protagonisti attivi nella conservazione degli ecosistemi. Un’impostazione che richiama una visione integrata della tutela della natura.

All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, la segretaria esecutiva della Convenzione Onu sulla diversità biologica Astrid Schomaker, il viceministro degli Esteri armeno Robert Abisogomonyan, il negoziatore speciale per la COP17 Mher Margaryan e l’ambasciatore in Italia Vladimir Karapetyan. I lavori hanno affrontato il legame sempre più evidente tra perdita di biodiversità, cambiamento climatico, degrado del suolo e inquinamento, con l’invito a rafforzare il coordinamento tra i diversi programmi ambientali internazionali.

Durante l’evento sono stati presentati anche aggiornamenti organizzativi, compreso il logo ufficiale della conferenza e l’idea di un vertice dei leader mondiali dedicato alla biodiversità da ospitare a Yerevan.

Il messaggio finale è stato diretto: è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. La presidenza armena punta a dimostrare che la diplomazia ambientale può produrre risultati misurabili, non soltanto buone intenzioni.

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