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Talal Khrais: Zanari, il “nunzio da campo” termina la sua missione in Siria

  • 4 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Talal khrais – Assadakah

 

foto del 2015 - durante una intervista di Talal Khrais con il nunzio apostolico, Cardinale Zenari
foto del 2015 - durante una intervista di Talal Khrais con il nunzio apostolico, Cardinale Zenari

Mario Zenari rappresentante pontificio a Damasco dal 2008, ha presentato la rinuncia per raggiunti limiti di età. Il suo incarico è durato diciassette anni, periodo in cui ha svolto una decisa attività diplomatica nel Paese siriano, diventando punto di riferimento per la popolazione sofferente a causa delle guerre e della povertà.

Il Cardinale nel 2016 aveva ricevuto da Papa Francesco l’incarico di essere nunzio apostolico a Damasco, rappresentante del Papa e punto di riferimento per la Chiesa universale in Siria. 

Come reporter militare durante la mia permanenza in Siria 2011-2019, ho avuto numerosi incontri con il Cardinale Zenari, un uomo coraggioso, un vero eroe.


La rappresentanza del Pontificio, a Damasco, venne colpita da numerosi bombardamenti creando una situazione difficile, a quel punto chiesi al nunzio da campo: “sarebbe opportuno lasciare la sede come fanno tutte le strutture diplomatiche”.


Il Cardinale rispose: “qui l’intero popolo rischia la morte, io rimarrò fino all' ultimo per aiutare i cittadini, per aiutare la Siria, farò di tutto perché il popolo siriano possa ritornare a vivere in uno Stato normale”. 

È stata una vera e propria missione, è stato l’ennesimo segno di attenzione verso la popolazione, soggetta a continui mutamenti, che in lui vedeva un punto di riferimento stabile e autorevole.

La permanenza in Siria è durata a lungo, considerando anche le complicazioni politiche. Alla fine dell’anno 2024, il Cardinale Zenari ha potuto assistere al rovesciamento del governo di Bashar al Assad, e alla nuova leadership di Ahmad al-Shara. 

Il Cardinale Mario Zenari ha compiuto 80 anni, con la rinuncia cessa il lungo ministero di rappresentante pontificio e di “nunzio da campo”. E' stato un diplomatico longevo e il pastore di un popolo martoriato in uno dei territori più feriti del mondo.

La rinuncia è stata comunicata dal bollettino della Sala Stampa della Santa Sede. Una breve comunicazione istituzionale.


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