"Thousand Martyrs Cup"- la rinascita dello sport palestinese

Il 10 Agosto, presso l’Accademia Joseph Blatter di Al-Bireh, struttura che si occupa di selezionare e formare giovani calciatori di talento (10 -17 anni), il presidente Jibril Rajoub, della Federazione Calcistica Palestinese, ha condotto una conferenza stampa in cui, annunciando l’organizzazione del Torneo dei Mille Martiri, ha posto fine allo stop forzato per tutte le attività sportive, durato tre anni, a causa della guerra. Il torneo prenderà il via il 4 settembre, con una cerimonia di apertura simultanea a Gerusalemme, Gaza e Beirut, per celebrare il ritorno dello sport, considerato fondamentale per la vita quotidiana delle comunità colpite dalla guerra, evidenziando l’unità del popolo palestinese, ovunque si trovi. Ulteriore scopo è trasmettere un messaggio di lealtà e memoria verso i martiri, ai quali il torneo è dedicato. Grazie ai fondi della FIFA, il Torneo dei Mille Martiri, svolgendosi contemporaneamente in Cisgiordania, Striscia di Gaza e Libano, ricorderà i 1.014 atleti che hanno perso la vita in questi territori. Il contributo della FIFA ha inoltre permesso di realizzare centri tecnico-sportivi, finanziare l'allenamento di giovani talenti e ristrutturare lo stadio Faisal Al-Husseini.

Se da una parte Rajub dichiara che le difficoltà economiche per l’organizzazione del torneo non hanno ancora permesso la quota necessaria alla completa ripresa delle attività sportive; dall’altra invita tutta la cittadinanza a prendere parte alla cerimonia di apertura inaugurale a Gerusalemme, sottolineando la gratuità dell’evento per permettere la piena contribuzione al successo dell’iniziativa, ma anche come metafora della convivialità e fraternità di un evento simbolo di aggregazione e rinascita. Oltretutto, la Federcalcio invita alla partecipazione i media locali, arabi ed internazionali per la copertura di un evento di importanza sportiva, internazionale ma soprattutto umana e per testimoniare l’importanza del ritorno all’attività sportiva dopo anni di sospensione.

Venerdì 21 agosto, in occasione della seconda conferenza dedicata al torneo e la sua logistica, sono state delineate le modalità di svolgimento dello stesso. La competizione vede la partecipazione di 226 squadre così suddivise:
· Cisgiordania: 146 squadre (48 nord, 60 centro, 38 sud);
· Striscia di Gaza: 44 squadre;
· Libano: 36 squadre;
La gara prenderà il via con tre partite simultanee. La prima nei governatorati settentrionali, presso lo stadio Faisal Al-Husseini, vedendo scontrarsi Jabal Al-Mukaber e Shabab Al-Khalil. Nei governatorati meridionali poi, Shabab Rafah sfiderà Khadamat Rafah, mentre in Libano Al-Ansar e Al-Nahda. Di nuova ristrutturazione, grazie alla collaborazione tra Federcalcio Palestinese e FIFA, saranno gli stadi Marah Rabah e Qusin in Cisgiordania, messi a disposizione per l’utilizzo durante lo svolgimento del torneo.

Il messaggio che Rajub con la Federcalcio Palestinese vuole condividere è la capacità di rivalsa e risurrezione dello sport palestinese, confermando il suo ritorno in maniera forte e determinata. Le sfide affrontate saranno un monito per il futuro assieme agli stadi, che saranno una metafora di speranza, appartenenza e determinazione in cui la squadra non è solo quella che scende in campo ma è soprattutto quella della cittadinanza unita sulle gradinate, che porta avanti i valori di fratellanza e supporto. Se gradinata e squadra in campo non sono unite non c’è gioco, e se non c’è gioco, come ricorda il presidente Rajub, non c’è il sentimento che permette “agli atleti palestinesi, con unitarietà, di portare avanti e far rivivere l’apparato sportivo, donando momenti di gioia in patria e nella diaspora”.

Alessandra Ragazzi




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