Tunisia: treni cinesi con fondi Bers, il paradosso europeo nel Mediterraneo
- 13 lug
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Assadakah News

La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) finanzia un progetto ferroviario in Tunisia, ma la commessa per i treni finisce a un colosso statale cinese. La Società nazionale delle ferrovie tunisine (Sncft) ha infatti affidato alla China Railway Rolling Stock Corporation (Crrc) un appalto da 38,2 milioni di euro, nell'ambito del programma di raddoppio ed elettrificazione della tratta.
Il contratto è stato assegnato attraverso una regolare gara internazionale, ma apre un caso politico-industriale: come può una banca multilaterale a forte componente europea come la Bers sostenere un'infrastruttura strategica nel Mediterraneo, mentre una fornitura chiave del progetto viene aggiudicata a un campione industriale di Pechino? Il progetto riguarda il raddoppio e l'elettrificazione della linea Moknine-Mahdia, una delle tratte considerate prioritarie da Tunisi per modernizzare il trasporto pubblico ferroviario. Secondo la Sncft, i nuovi convogli entreranno progressivamente in servizio a partire dall'estate del 2028 e dovranno aumentare la capacità di trasporto, migliorare la frequenza delle corse e garantire standard più elevati di sicurezza e comfort. Per la Tunisia si tratta di un investimento necessario: la rete ferroviaria nazionale soffre da anni di carenze infrastrutturali, mezzi obsoleti e difficoltà finanziarie, mentre il sostegno della Bers consente di portare avanti l'intervento a condizioni più favorevoli rispetto a quelle normalmente disponibili sui mercati. Roma, Dal punto di vista europeo, il caso è più sensibile. Per Bruxelles la questione è particolarmente delicata perché il Nord Africa è uno dei principali terreni della competizione tra Unione europea, Cina, Stati Uniti, Paesi del Golfo, Russia e Turchia.
La Tunisia, nello specifico, è un partner strategico per Bruxelles nel Mediterraneo, ma una parte della ricaduta industriale del progetto finisce a un gruppo controllato dallo Stato cinese. Il nodo non è la legittimità dell'appalto: la Bers, come le principali banche multilaterali di sviluppo, applica procedure aperte alla concorrenza internazionale, basate su trasparenza e parità di trattamento tra gli operatori. Crrc ha quindi potuto partecipare e aggiudicarsi la fornitura presentando un'offerta competitiva. Il problema, semmai, è politico. Le regole aperte delle istituzioni multilaterali consentono alle imprese cinesi di vincere commesse anche in progetti sostenuti da capitali europei o occidentali, mentre le aziende europee continuano a incontrare ostacoli significativi nell'accesso al mercato cinese e agli appalti pubblici di Pechino. China Railway Rolling Stock Corporation (Crrc), uno dei maggiori produttori mondiali di materiale ferroviario, dispone di capacità produttiva, economie di scala e sostegno pubblico difficilmente eguagliabili dai concorrenti europei. La sua presenza in Tunisia conferma la capacità di Pechino di inserirsi anche nei progetti di sviluppo finanziati da istituzioni occidentali nei mercati africani e mediorientali.



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