A Palermo l'asse tra iniziativa atlantica e Piano Mattei
- 20 giu
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Amal El Harrar

In una fase storica complessa e in profonda evoluzione, in cui il partenariato euromediterraneo assume un valore sempre più strategico e i rapporti tra i due continenti si stanno ridefinendo lungo assi fondamentali quali il dialogo politico, l'integrazione economica, la stabilità regionale, la transizione energetica, la sicurezza e lo sviluppo sostenibile, l'incontro dal titolo "Africa Atlantica: spazio di futuro e vettore di cooperazione euro-africana", svoltosi lo scorso 17 giugno, ha rappresentato un momento di altissimo profilo diplomatico e accademico.
L'evento, tenutosi nella sede palermitana dell'Università Lumsa e organizzato dal Consolato generale del Regno del Marocco in collaborazione con l’Ateneo e con il Lumsa University Africa Center, ha visto come fulcro assoluto del dibattito l'articolato e profondo intervento dell'ambasciatore del Regno del Marocco a Roma, Youssef Balla, il quale, collegato in videoconferenza, ha delineato con massima precisione la portata epocale delle nuove direttrici geopolitiche di Rabat.

L'ambasciatore Balla ha affermato con fermezza che il Regno, sotto la saggia e lungimirante guida di Sua Maestà il Re Mohammed VI, si è attivamente impegnato a fare dello spazio atlantico un vero e proprio motore di sviluppo, integrazione e cooperazione a beneficio dell'intero continente africano, spiegando dettagliatamente come la celebre Royal Atlantic Initiative non debba essere ridotta a un semplice e mero progetto infrastrutturale o di mera connettività logistica, bensì vada interpretata come una visione macro-strategica globale, fondata intrinsecamente sulla solidarietà africana attiva, sulla cooperazione regionale e su una incrollabile fiducia nell'immenso potenziale umano ed economico del continente.
Nel suo discorso, l'ambasciatore ha aggiunto che questa iniziativa reale riflette la ferma e coerente convinzione che il futuro dell'Africa debba essere necessariamente costruito su partenariati innovativi, su una più profonda e strutturata integrazione economica e su una mobilitazione collettiva e sinergica che si ponga concretamente al servizio dello sviluppo delle popolazioni locali, evidenziando inoltre come la Royal Atlantic Initiative possa costituire per l'Italia, che occupa storicamente e geograficamente una posizione chiave e baricentrica nel bacino del Mediterraneo, una naturale e strategica estensione verso sud e, al contempo, un important e prezioso strumento operativo per sostenere l'attuazione pratica degli obiettivi strategici del Piano Mattei promosso dal governo italiano, favorendo così un modello di collaborazione paritaria e sincera.

Questa spinta diplomatica e progettuale di altissimo livello si è riflessa, durante la sessione, nell'analisi dettagliata del professor Mohamed Zakaria Abou Dahab, docente di Relazioni Internazionali presso l'Università Mohammed V di Rabat, il quale, intervenendo sempre in videoconferenza, ha sottolineato l'assoluta rilevanza di questa iniziativa atlantica nel quadro del percorso di sviluppo globale che il Marocco sta intraprendendo, spiegando come il Regno si sia ormai solidamente affermato sulla scena internazionale quale modello indiscutibile di stabilità istituzionale e riforme strutturali, elevandosi a tutti gli effetti al rango di nazione emergente grazie a una visione strategica complessiva e auspicando, in virtù delle forti affinità storiche e del ricco patrimonio culturale condiviso, una sempre maggiore cooperazione bilaterale a tutti i livelli tra Roma e Rabat.
A corroborare la tesi di una cooperazione non più assistenziale ma puramente strategica è stato anche l'autorevole intervento dell'economista italiano Giovanni Battista Dagnino, professore ordinario di Economia e Gestione delle imprese alla Lumsa, che ha pubblicamente elogiato gli straordinari traguardi economici raggiunti dal Marocco definendo esplicitamente il Regno come una vera e propria potenza in ascesa nel panorama globale e sottolineando l'importanza regionale e transcontinentale della Royal Initiative for Atlantic Africa attraverso la messa a terra di macro-progetti come la mastodontica piattaforma logistica di Tangier Med e l'ambizioso gasdotto Nigeria-Marocco, infrastrutture colossali poste al servizio dello sviluppo energetico e commerciale di un'area che produce quasi il 50% del Pil del continente, ribadendo con forza che all'Africa non serve affatto un aiuto dall'Europa in termini di elemosina o carità, ma un momento di interscambio reale per sfatare una volta per tutte il mito di un'Unione Europea che cala gli aiuti dall'alto.
Inoltre, il segretario permanente del Processo degli Stati Africani Atlantici (PEAA), Tarik Iziraren, ha evidenziato come l’iniziativa per l’Africa Atlantica, lanciata da sua mestà Re Mohammed VI, si inserisca in una visione strategica volta a rafforzare l’integrazione tra i Paesi africani che si affacciano sull’Atlantico e a favorire il collegamento dei Paesi del Sahel con l’oceano mediante un accesso diretto, strutturato e sicuro.
Secondo Iziraren, questa iniziativa mira a trasformare la costa atlantica africana in un vero e proprio corridoio di sviluppo economico e crescita condivisa, facendo leva sul potenziamento delle infrastrutture strategiche.
Tra i progetti chiave figurano il futuro Porto Atlantico di Dakhla, il rafforzamento della connettività logistica regionale, lo sviluppo del settore energetico, compreso il Gasdotto Atlantico Africano, e la valorizzazione dell’economia blu come motore di cooperazione e prosperità.
I lavori del simposio, brillantemente moderati dalla console generale del Marocco a Palermo, Maryem Nassif, che ha ricordato il ruolo chiave del porto di Dakhla come fondamentale affaccio marittimo e corridoio di sviluppo verso i paesi del Sahel, hanno beneficiato anche del contributo del direttore del Lumsa University Africa Center, l'ambasciatore Pietro Sebastiani, il quale ha ricordato il valore delle piccole e medie imprese nell'allargare gli orizzonti verso un continente che non è un blocco unico ma è composto da più Afriche, evidenziando la necessità di rispondere in parallelo sia alla grande crescita demografica dei primi trent'anni sia alla sete di educazione, formazione e competenze delle giovani generazioni.
A completare il quadro istituzionale sono stati gli interventi degli esponenti del governo della Regione Siciliana, con l'assessore alle Attività produttive Edy Tamajo che ha rimarcato come la Sicilia debba assumere un ruolo da protagonista assoluta in qualità di hub e ponte naturale tra Europa e Africa, promuovendo missioni commerciali e rendendo il territorio più competitivo per favorire la capacità di fare impresa dei giovani, e l'assessore ai Beni culturali Francesco Scarpinato, il quale ha concluso ricordando che la millenaria identità siciliana, frutto dell'incontro di tantissimi popoli, impone che questo legame transcontinentale non sia basato esclusivamente su economia e infrastrutture materiali, ma trovi la sua linfa vitale nella valorizzazione del patrimonio culturale comune, nel dialogo profondo, nell'ascolto reciproco delle problematiche e nella ricerca congiunta di soluzioni durature per un futuro condiviso.




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