Algeria-Italia, Ambasciatore Khelifi rilancia con Roma: industria, energia, dialogo
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Assadakah News

In vista della 57a edizione della Fiera internazionale di Algeri (Fia), in programma dal 22 al 27 giugno, presso il Palazzo delle esposizioni della Safex, l'Ambasciata d'Algeria organizzerà, il prossimo 25 maggio un incontro con imprenditori italiani dedicato alle opportunità di investimento nel Paese nordafricano. "Vogliamo una forte partecipazione delle aziende italiane", ha spiegato Khelifi, definendo la Fia "l'evento economico più importante dell'Algeria e uno dei principali del continente africano".
Secondo l'Ambasciatore all'edizione di quest'anno parteciperanno oltre 30 Paesi e più di 700 aziende nazionali e internazionali, con forum economici, incontri B2b e iniziative dedicate alla cooperazione industriale e commerciale. "Come Ambasciata siamo pronti ad accompagnare ogni impresa, piccola o grande", ha assicurato. Nel colloquio con "Nova", Khelifi ha affrontato anche il tema migratorio, indicando una forte convergenza di vedute tra Roma e Algeri. "Il Presidente Tebboune ha sempre detto chiaramente che l'Algeria è contro la migrazione illegale". "Abbiamo la stessa visione dell'Italia: da una parte cooperazione sulla sicurezza e contrasto ai flussi irregolari, dall'altra sviluppo, investimenti e promozione di percorsi migratori legali".
Secondo l'Ambasciatore, il Piano Mattei rappresenta in questo senso "una visione globale molto ambiziosa", capace di affrontare le radici economiche e sociali della migrazione attraverso progetti di sviluppo in Algeria e nel continente africano.
Gas, automotive, agricoltura, investimenti industriali e cooperazione strategica nel Mediterraneo: l'Algeria punta a rafforzare ulteriormente il partenariato con l'Italia, presentandosi come un Paese aperto e una piattaforma produttiva, energetica tra Europa, Africa e mondo arabo. È il messaggio lanciato dall'Ambasciatore d'Algeria in Italia, Mhamed Khelifi, in un colloquio con "Agenzia Nova" che ha toccato i principali dossier economici e politici della relazione bilaterale, dalla cooperazione energetica alla presenza delle imprese italiane, fino alla recente visita di Papa Leone XIV nel Paese nordafricano. Secondo Khelifi, il rapporto tra Roma e Algeri sta vivendo "un momento molto positivo", sostenuto da una visione condivisa tra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente Abdelmadjid Tebboune. L'Ambasciatore ha sottolineato come la cooperazione tra i due Paesi stia evolvendo verso un modello sempre più integrato sul piano energetico, industriale e commerciale. Secondo l'Ambasciatore, il partenariato energetico tra Italia e Algeria resta il pilastro centrale della relazione bilaterale, ma oggi si sta progressivamente ampliando ad altri comparti industriali e produttivi. "Energia, agricoltura, industria, automotive: vogliamo sviluppare nuovi progetti e nuove sinergie", ha spiegato. Tra i dossier principali figura la cooperazione tra Eni e Sonatrach, che Algeri intende rafforzare ulteriormente anche sul fronte dell'esplorazione e dello sviluppo upstream. "Vogliamo promuovere sempre di più l'esplorazione congiunta e ampliare la cooperazione energetica", ha detto Khelifi. L'Ambasciatore ha insistito soprattutto sul potenziale industriale dell'Algeria come piattaforma regionale per le imprese italiane. "Quando vai in Algeria hai energia a basso costo, forza lavoro qualificata e un grande mercato", ha spiegato. "Allo stesso tempo puoi utilizzare l'Algeria per esportare verso tre grandi aree di libero scambio: quella araba, quella africana e il mercato europeo attraverso l'accordo di associazione con l'Unione europea". Una strategia che, secondo Khelifi, rappresenta una risposta necessaria alle trasformazioni dell'economia globale e alla crescente concorrenza internazionale. "Come si può competere con giganti come Cina, ma non solo, senza una nuova visione?", si è chiesto l'Ambasciatore. "Non possiamo continuare con il vecchio modello di produrre in patria soltanto per consumare in patria.
In questo quadro si inserisce anche la crescente cooperazione nel settore automotive. Dopo il forum "Stellantis Algeria meets Turin companies", organizzato nei mesi scorsi presso l'Unione Industriali di Torino, con circa cento aziende dell'indotto piemontese, Algeria e Stellantis preparano ora una seconda fase del dialogo industriale. "Il 7 settembre organizzeremo ad Algeri un secondo round dell'evento di Torino", ha annunciato Khelifi. L'obiettivo è favorire la presenza di partner industriali italiani legati allo stabilimento Stellantis di Tafraoui, nei pressi di Orano, e aumentare progressivamente il livello di integrazione locale della produzione automobilistica. "Dobbiamo aumentare la percentuale di assemblaggio e produzione locale delle vetture con partner italiani", ha spiegato l'Ambasciatore, aggiungendo che sono già stati individuati terreni nell'area di Orano destinati a ospitare eventuali aziende italiane interessate a investire nel progetto. Secondo Khelifi, il modello promosso da Algeri "non rappresenta una delocalizzazione", ma una cooperazione industriale complementare e vantaggiosa per entrambe le economie. "Lavoriamo insieme nell'interesse delle due parti", ha detto. La cooperazione economica si estende anche all'agricoltura e all'agroindustria, con particolare attenzione ai progetti avviati da Bf Spa nel settore della coltivazione del grano duro e della trasformazione alimentare. L'Ambasciatore ha inoltre confermato l'intenzione di rafforzare il dialogo economico attraverso nuovi strumenti istituzionali, tra cui la futura Camera di commercio italo-algerina.
Khelifi ha ricordato come la visita di Meloni ad Algeri il 25 marzo scorso, nel primo giorno utile, dopo il mese sacro islamico di Ramadan e la festività dell'Eid al Fitr, sia stata preparata da tempo, ben prima delle attuali tensioni internazionali e delle turbolenze energetiche globali. L'Ambasciatore ha è rafforzato in occasione del vertice Italia-Africa di Addis Abeba, quando Meloni ha contattato personalmente il Presidente Abdelmadjid Tebboune per invitarlo all'iniziativa, riconoscendo il ruolo strategico dell'Algeria nel continente africano e nell'Unione africana. "Durante quella telefonata hanno parlato di molte questioni legate alle relazioni bilaterali e alla cooperazione economica", ha spiegato Khelifi, aggiungendo che successivamente è stato Tebboune a invitare Meloni ad Algeri, dopo il Ramadan, "nel quadro delle eccellenti relazioni strategiche tra i nostri due Paesi". L'Ambasciatore ha sottolineato in particolare la durata del colloquio ristretto tra Meloni e Tebboune, definendolo uno degli elementi politicamente più significativi della missione italiana. "La cosa più importante è che il tete-a'-tete tra i due leader è durato circa due ore", ha affermato Khelifi. "Una visita di un solo giorno ha permesso di concordare molte cose e di rafforzare ulteriormente la fiducia reciproca". Algeria e Stellantis preparano una seconda fase della cooperazione industriale con l'indotto automobilistico italiano, dopo il forum organizzato nei mesi scorsi a Torino con circa cento aziende piemontesi del settore. Lo ha annunciato l'Ambasciatore d'Algeria in Italia, Mhamed Khelifi, spiegando che il prossimo 7 settembre si terrà ad Algeri un nuovo incontro dedicato alle imprese italiane interessate a sviluppare attività produttive collegate allo stabilimento Stellantis di Tafraoui, nei pressi di Orano. "Faremo un secondo round dell'evento di Torino", ha detto l'Ambasciatore, sottolineando che l'obiettivo è rafforzare la presenza di partner industriali italiani in Algeria e aumentare progressivamente la quota di integrazione locale nella produzione automobilistica.
Il nuovo appuntamento di settembre rappresenterà dunque una prosecuzione del forum "Stellantis Algeria meets Turin companies", promosso lo scorso febbraio presso l'Unione Industriali di Torino per favorire contatti diretti tra imprese italiane e algerine.
Khelifi ha infine definito "storica" la recente visita di Papa Leone XIV in Algeria, descrivendola come "un messaggio di rispetto, apertura e dialogo" in un momento segnato da guerre e tensioni internazionali. "In un contesto in cui il mondo parla soprattutto di conflitti, la visita ha mostrato che i problemi possono essere affrontati attraverso il dialogo e non con la guerra", ha dichiarato l'ambasciatore. Tra i momenti più simbolici della visita, Khelifi ha ricordato l'ingresso del Pontefice scalzo nella Grande Moschea di Algeri, dove Leone XIV ha sostato in silenzio davanti al Mihrab insieme al rettore Mohamed Mamoun Al Qasimi. "Abbiamo accolto un figlio di Sant'Agostino, e Sant'Agostino è figlio dell'Algeria", ha affermato l'Ambasciatore, ricordando anche la visita del Papa ad Annaba e al sito archeologico di Ippona, oltre alla piantumazione di un ulivo come simbolo di pace e dialogo tra culture e religioni




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