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Algeria: riunione sul SoutH2, idrogeno verde verso l'Europa

2 ott
Tempo di lettura: 3 min

Assadakah News

Algeria, Tunisia, Italia, Germania e Austria tornano al tavolo sul SoutH2 Corridor, il progetto destinato a trasportare idrogeno rinnovabile dal Nord Africa verso i principali mercati industriali dell'Europa centrale. Algeri ha ospitato una nuova riunione ministeriale dei cinque Paesi, chiamati a fare il punto sulle prossime tappe tecniche e finanziarie di un'infrastruttura che punta a trasformare la cooperazione politica avviata negli ultimi anni in un sistema operativo di produzione e trasporto dell'idrogeno.

Il SoutH2 Corridor prevede un collegamento di circa 3.300 chilometri tra Nord Africa, Italia, Austria e Germania. Secondo i promotori, il sistema potrebbe arrivare a trasportare fino a quattro milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile all'anno, con una possibile entrata in funzione nei primi anni Trenta. Una parte consistente dell'infrastruttura dovrebbe essere realizzata riconvertendo gasdotti già esistenti: oltre il 65% del percorso previsto potrebbe utilizzare condotte adattate al trasporto dell'idrogeno. Sul terreno sono già allo studio alcuni progetti pilota. Tra questi figura la cooperazione tra Sonatrach e il gruppo energetico tedesco Vng nell'area di Arzew, nell'Ovest dell'Algeria, per sviluppare competenze e tecnologie legate alla produzione di idrogeno verde. Si tratta tuttavia di una filiera ancora nelle sue fasi iniziali, nella quale la sostenibilità economica dipenderà dal costo dell'elettricità rinnovabile, dalla disponibilità di acqua, dal prezzo degli impianti di elettrolisi e dalla presenza di acquirenti europei disposti a sottoscrivere contratti di lungo periodo.

Anche Bruxelles attribuisce al corridoio un'importanza strategica. Le infrastrutture che lo compongono sono inserite nella pianificazione energetica europea e l'Unione ha già finanziato studi di fattibilità per alcuni segmenti della futura rete. La dorsale italiana dell'idrogeno, sviluppata da Snam, ha ottenuto, nel 2025 un cofinanziamento europeo da 24 milioni di euro per studi tecnici e attività preparatorie.

Per Algeri il SoutH2 rappresenta anche un tentativo di proiettare nel futuro il tradizionale rapporto energetico con l'Europa. L'Algeria è già uno dei principali fornitori di gas naturale del continente e dispone di collegamenti diretti con l'Italia, attraverso la Tunisia. L'idrogeno aggiungerebbe una nuova componente a questa relazione, richiedendo però lo sviluppo parallelo di impianti rinnovabili, sistemi per produrre idrogeno attraverso l'elettrolisi dell'acqua, infrastrutture di stoccaggio e reti di trasporto adeguate. Il progetto ha assunto negli ultimi mesi un peso crescente anche nel dialogo tra Algeria e Germania. Berlino considera il Nord Africa una delle possibili aree di approvvigionamento futuro di idrogeno rinnovabile, mentre Algeri punta ad attirare tecnologia e capitali europei necessari a costruire una filiera industriale nazionale.

Tra il 21 e il 25 settembre una missione imprenditoriale tedesca ha visitato Algeria e Tunisia per esaminare opportunità nei settori dell'idrogeno verde, dei sistemi di accumulo e delle tecnologie per trasformare l'elettricità rinnovabile in combustibili e prodotti utilizzabili dall'industria. L'Italia occupa una posizione centrale nel progetto. L'idrogeno prodotto in Nord Africa dovrebbe raggiungere la Penisola attraverso il Mediterraneo e risalire la rete italiana verso Austria e Germania, servendo allo stesso tempo alcuni dei principali poli industriali italiani. Il corridoio si inserisce così nella più ampia strategia europea per creare una rete continentale dedicata all'idrogeno e diversificare le fonti di approvvigionamento energetico. La riunione di Algeri segue il primo incontro ministeriale dei cinque Paesi, organizzato a Roma il 21 gennaio 2025. In quell'occasione Algeria, Tunisia, Italia, Germania e Austria avevano sottoscritto una dichiarazione congiunta d'intenti, impegnandosi a sviluppare il corridoio e a lavorare sulle condizioni tecniche, economiche e finanziarie necessarie alla sua realizzazione. Il documento riconosceva in particolare il potenziale di Algeria e Tunisia nella produzione di idrogeno da fonti rinnovabili e la necessità di attrarre investimenti lungo l'intera filiera.

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