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Arginare la fuga dei giovani

2 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Vatican News / Assadakah News

Giovanni Zavatta

Il primate greco-ortodosso non ha nascosto i problemi che si vivono in diverse aree: conflitti, insicurezza, difficoltà economiche, discriminazione, sfollamento, emigrazione. In alcuni luoghi il numero dei cristiani è diminuito drasticamente, e "forse l’aspetto più doloroso di questo declino è la fuga dei giovani: uomini e donne che partono alla ricerca di sicurezza, opportunità, istruzione, lavoro e un futuro per le loro famiglie". Il patriarca di Antiochia pone una domanda che riguarda tutti, musulmani compresi: "Che tipo di Medio Oriente costruiremo se i suoi giovani non crederanno più di poter costruire lì il proprio futuro?". La risposta non può limitarsi a chiedere ai cristiani di restare: "Dobbiamo contribuire a creare le condizioni affinché rimanere sia una scelta significativa. Ciò richiede di offrire loro, innanzitutto, speranza.


La speranza che i figli possano crescere al sicuro, che il lavoro possa avere un futuro, che la fede possa essere praticata liberamente. La speranza che la propria comunità abbia un posto nel Paese che chiama casa".

 

Una cultura della cittadinanza

 


Fondamentale, per alimentare questa speranza, è la leadership politica. Giovanni X torna sul concetto che non si può dipendere indefinitamente da protezioni e patrocini eccezionali o dall’attenzione internazionale dopo ogni crisi: “Ciò che serve sono istituzioni più solide e una cultura della cittadinanza, istituzioni che tutelino ogni cittadino, leggi che si applichino in modo uguale per tutti, un’istruzione che insegni il rispetto anziché la divisione, sistemi politici che consentano ai cittadini di partecipare indipendentemente dalla propria identità religiosa, e società dove la diversità religiosa e culturale non sia vista come una minaccia ma come una fonte di forza”.


E servono garanzie (sicurezza, giustizia, libertà, opportunità economiche) da cui tutti, non solo i cristiani, traggono beneficio. Pertanto, “difendere la presenza cristiana non significa creare separazione" ma "tutelare il principio secondo cui ogni essere umano ha il diritto di appartenere, partecipare, sperare".

Giovanni X è giunto a Bose da Beirut accolto dal priore, fratel Sabino Chialà, e dai partecipanti al convegno. Il patriarca, accompagnato nella visita in Italia da alcuni arcivescovi, ha guidato poi una preghiera al tramonto nella chiesa del monastero.

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