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Armenia - Candidatura all’UE possibile tra il 2027 e il 2028

52 minuti fa
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Letizia Leonardi (Assadakah News) - Il primo ministro armeno Pashinyan considera realistica la presentazione della domanda di adesione all’Unione europea entro i prossimi due anni. Una scelta strategica che apre una nuova fase nei rapporti con Bruxelles e pone interrogativi sul futuro legame con Mosca.

L'Armenia potrebbe presentare formalmente la propria domanda di adesione all'Unione europea nel 2027 o nel 2028. È questa la prospettiva indicata dal primo ministro Nikol Pashinyan nel corso di un'intervista rilasciata a Euronews, in occasione dell'EU Enlargement Summit del 3 novembre a Bruxelles.

«Il prossimo anno potrebbe essere realistico, anche il 2028», ha dichiarato il premier, precisando che il governo ha già avviato un percorso che dovrà condurre alla decisione definitiva di presentare la candidatura. Non si tratta, dunque, di una domanda già depositata, ma di un obiettivo politico che Yerevan intende preparare attraverso il dialogo con le istituzioni europee.

Pashinyan ha definito l'avvicinamento all'Unione europea una scelta strategica, legandola soprattutto alla tutela della democrazia e al consolidamento delle riforme istituzionali avviate dopo la rivoluzione del 2018. Secondo il primo ministro, l'Europa è stata uno dei principali interlocutori dell'Armenia nel percorso di riforma democratica e il rafforzamento di questa collaborazione rappresenta un passaggio importante per il futuro del Paese.

Al centro della posizione del governo c'è anche la volontà di offrire ai cittadini armeni un'alternativa nelle scelte di politica estera. Pashinyan ha ricordato che, per lungo tempo, nella percezione interna e internazionale, l'Armenia è stata considerata un Paese privo di reali alternative strategiche rispetto alla tradizionale dipendenza dalla Russia.

Il percorso europeo, tuttavia, comporta una questione di particolare rilevanza: il rapporto con Mosca e l'appartenenza all'Unione economica eurasiatica, organizzazione guidata dalla Russia della quale l'Armenia è membro dal 2015. L'adesione all'Unione europea e la permanenza nell'organizzazione economica eurasiatica non sono compatibili sul piano istituzionale. Una scelta definitiva richiederebbe quindi una revisione profonda degli attuali rapporti economici e commerciali.

Il premier ha riconosciuto che, prima o poi, gli armeni dovranno pronunciarsi sulla direzione da intraprendere, sostenendo che la decisione spetterà alla popolazione. Ha inoltre respinto il paragone tra la situazione armena e quella ucraina, richiamato nel dibattito politico russo, ribadendo che l'obiettivo del suo governo è rafforzare l'indipendenza nazionale e diversificare le relazioni internazionali, evitando squilibri e dipendenze eccessive.

La questione è tutt'altro che teorica. L'Armenia mantiene infatti legami economici, energetici e commerciali significativi con la Russia, mentre negli ultimi anni ha intensificato il dialogo con l'Unione europea. Tra le priorità della cooperazione con Bruxelles figura anche il percorso verso la liberalizzazione dei visti, per il quale Yerevan indica il 2029 come orizzonte di riferimento.

Un ulteriore elemento di cautela è arrivato il 5 novembre, quando Pashinyan ha precisato che il governo non ha ancora avviato le procedure per l'uscita dall'Unione economica eurasiatica e che non sono state predisposte le condizioni per un eventuale referendum sull'adesione europea. Il governo intende prima costruire un'alternativa concreta, lasciando successivamente ai cittadini la possibilità di esprimersi.

La prospettiva europea si inserisce inoltre in una fase delicata per l'intero Caucaso meridionale, dove gli equilibri regionali sono in evoluzione e i rapporti tra Armenia, Azerbaijan, Georgia, Russia, Turchia e Iran continuano a influenzare le scelte strategiche dei singoli Paesi.

Per l'Armenia, avvicinarsi all'Europa significa dunque aprire una nuova possibilità di collocazione internazionale, ma anche affrontare questioni complesse che riguardano la sicurezza, l'economia e la propria sovranità. La candidatura del 2027 o del 2028, se confermata, non rappresenterebbe l'ingresso automatico nell'Unione, bensì l'inizio di un lungo e impegnativo percorso negoziale.

La questione fondamentale resta ora quella di conciliare le aspirazioni europee con gli interessi nazionali e con una realtà geopolitica nella quale l'Armenia, per posizione geografica e storia, non può permettersi scelte prive di conseguenze. La decisione finale, nelle intenzioni dichiarate da Pashinyan, dovrà appartenere al popolo armeno.

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