top of page

Marocco-Italia: Ambasciatore Salzano presenta Calendario Di Meo 2027...

46 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min


Assadakah News

Valorizzare il patrimonio storico italiano in Marocco e rafforzare il dialogo culturale tra le due sponde del Mediterraneo. È questo il messaggio al centro della presentazione del Calendario Di Meo 2027, intitolato "Napoli-Tangeri. Dialoghi Mediterranei", ospitata al Palazzo delle Istituzioni italiane di Tangeri, noto anche come Palazzo Moulay Hafid. L'iniziativa, giunta alla sua 25a edizione, ha offerto l'occasione per riportare l'attenzione su uno dei luoghi simbolo della presenza italiana nel Paese nordafricano, a cento anni dall'acquisizione dell'edificio da parte dello Stato italiano. Nel suo intervento, l'Ambasciatore d'Italia in Marocco, Pasquale Salzano, ha sottolineato che "questo patrimonio storico e architettonico è ancora poco conosciuto, anche in Italia". "La scelta di ospitare l'iniziativa nel palazzo risponde, ha spiegato il diplomatico, proprio alla volontà di aprire gli spazi alla conoscenza e alla valorizzazione di una parte significativa della storia italiana in Marocco". Salzano ha inoltre auspicato che "gli ospiti giunti a Tangeri da diversi Paesi possano diventare, una volta rientrati, ambasciatori della bellezza del luogo e dell'amicizia tra Italia e Marocco". Il calendario racconta le due città attraverso le fotografie di Massimo Listri, fotografo noto per il lavoro dedicato all'architettura e agli interni, e i contributi di dodici autori della cultura italiana e internazionale. Tra le voci coinvolte figurano lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun e Ralph Toledano. Le immagini attraversano palazzi storici, cortili, giardini, musei, luoghi di culto e dimore storiche, restituendo la complessità architettonica e culturale di Tangeri. La copertina conduce proprio negli spazi del Palazzo Moulay Hafid, facendo dell'edificio uno dei punti di partenza del percorso visivo. La scelta della città marocchina si lega alla sua identità di crocevia tra Europa e Africa, Mediterraneo e Atlantico. Situata in prossimità dello Stretto di Gibilterra, Tangeri ha attirato nel corso dei secoli mercanti, artisti, scrittori e viaggiatori, sviluppando una dimensione cosmopolita che costituisce uno degli elementi centrali della sua storia. Napoli, a sua volta, rappresenta uno dei principali centri storici e culturali del Mediterraneo, con un patrimonio stratificato nel quale si riflettono secoli di scambi e influenze. Il progetto di Di Meo intende mettere in evidenza queste corrispondenze senza annullare le differenze tra le due città. L'architettura e il paesaggio diventano strumenti per leggere le relazioni tra società, culture e tradizioni, offrendo una prospettiva che supera la semplice documentazione estetica dei luoghi. Il centenario dell'acquisizione del palazzo costituisce un elemento centrale dell'iniziativa. L'edificio, appartenuto al sultano Moulay Hafid, entrò nel patrimonio italiano nel 1926 e fa oggi parte di un più ampio complesso immobiliare che comprende anche la chiesa di San Francesco, l'ospedale italiano e le strutture dell'ex scuola italiana. Il complesso, situato a Tangeri, rappresenta una testimonianza della presenza storica dell'Italia nella città e delle relazioni sviluppatesi nel tempo tra le comunità delle due sponde del Mediterraneo. Il Palazzo delle Istituzioni italiane rappresenta anche un luogo legato alla storia sociale della comunità italiana in Marocco. Nel corso del Novecento, il complesso ha ospitato attività scolastiche e sanitarie, contribuendo alla vita della città. La sua apertura a iniziative culturali e a incontri internazionali offre oggi l'opportunità di mantenere viva questa eredità e di renderla accessibile a un pubblico più ampio. È in questa prospettiva che si inserisce il progetto editoriale ideato e curato da Generoso Di Meo, che da un quarto di secolo mette in relazione Napoli con città italiane e internazionali attraverso la fotografia, la storia e l'arte. L'edizione 2027 sceglie Tangeri come interlocutrice di Napoli, due città portuali che, pur nelle loro differenze, condividono una lunga storia di scambi, contaminazioni culturali e incontri tra popoli.

Commenti


bottom of page