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Libano: Salam avverte Hezbollah "non trascinare paese in nuovo conflitto"

53 minuti fa
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Assadakah News

Il Primo ministro libanese, Nawaf Salam, ha lanciato un monito, apparentemente diretto a Hezbollah, sul rischio di trascinare il Paese in un nuovo conflitto. "Di fronte al rischio di una ripresa della guerra nella regione, rinnovo il mio avvertimento sui pericoli di trascinare il Libano in una nuova avventura insensata al servizio di interessi esterni", ha dichiarato Salam. Hezbollah, alleato dell'Iran, ha trasformato il Libano in un teatro di guerra con Israele per due volte, l'ultima lo scorso a marzo, per sostenere Teheran nello scontro con Tel Aviv. "Non accettiamo che il Paese diventi nuovamente scenario di conflitti altrui", ha aggiunto Salam, ricordando che il Libano ha "già pagato un prezzo altissimo". Negli ultimi giorni si sono intensificati i timori di una ripresa degli attacchi israelo-americani contro l'Iran dopo il voto di metà mandato statunitense, che segue a sua volta le elezioni politiche in Israele. In risposta agli attacchi di Hezbollah dello scorso marzo, Israele ha lanciato una vasta campagna militare in Libano, che ha causato finora la morte di oltre 4.300 persone. Tel Aviv continua a occupare ampie zone del Libano meridionale, dove ha demolito villaggi in modo sistematico.

Il Libano non deve essere trascinato in una nuova potenziale guerra al servizio di interessi esterni. È l'avvertimento lanciato al gruppo armato libanese Hezbollah, dal premier Nawaf Salam, che ha ribadito la necessità di tenere il Paese fuori da nuovi conflitti, alla luce dei rischi di una ripresa delle ostilità nella regione. Dopo un incontro con il presidente Joseph Aoun, durante il quale sono stati esaminati gli sviluppi interni e regionali e l'agenda della riunione del Consiglio dei ministri prevista domani al Grand Serail, Salam ha dichiarato: "Di fronte ai rischi di una ripresa della guerra nella regione, torno a mettere in guardia dal pericolo di trascinare il Libano in una nuova, insensata avventura al servizio di interessi esterni e di coinvolgerlo in scontri di cui non può permettersi di sostenere le conseguenze". Il premier - riporta la presidenza su X - ha ricordato che i libanesi, in particolare gli abitanti del sud, "hanno pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane, mezzi di sostentamento e abitazioni" e hanno diritto a vivere in sicurezza e a costruire il proprio futuro lontano dal ciclo di guerre, sfollamenti e distruzione. "La protezione del Libano è una responsabilità nazionale che impone di anteporre il suo interesse supremo a qualsiasi altra considerazione e di garantire che la decisione sulla guerra e sulla pace spetti esclusivamente allo Stato e alle sue istituzioni costituzionali", ha aggiunto. "Non accetteremo che ai libanesi venga imposto un destino che non hanno scelto, né che il loro Paese torni a essere un'arena per i conflitti altrui. È nostro dovere preservarne la sovranità, proteggere la popolazione e fare ogni sforzo per scongiurare una nuova guerra", ha sottolineato Salam. Il premier ha inoltre condannato con fermezza il coinvolgimento di gruppi o individui libanesi negli affari interni dei Paesi arabi, in particolare attraverso attività militari che ne minaccino la sicurezza, citando da ultimo quanto annunciato dal governo dello Yemen. "Queste azioni possono soltanto danneggiare il Libano e gli interessi dei suoi cittadini", ha affermato, ribadendo l'impegno del governo a rispettare la sovranità e la sicurezza dei Paesi arabi e a rafforzare le relazioni sulla base della fiducia reciproca.

 

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