Armenia: Gazprom sospende temporaneamente il gas russo

Letizia Leonardi (Assadakah News) - Dal 15 al 25 settembre le forniture di gas naturale russo all'Armenia sono temporaneamente sospese. La decisione è stata comunicata da Gazprom Armenia, la società controllata da Gazprom che gestisce la rete del gas nel Paese, e viene motivata con lavori programmati di manutenzione preventiva e riparazione della principale infrastruttura di trasporto sul territorio russo.
L'intervento interessa il gasdotto North Caucasus–Transcaucasia, attraverso il quale il gas russo raggiunge l'Armenia passando dalla Georgia. La società armena ha precisato che, durante il periodo dei lavori, la fornitura ai consumatori armeni continuerà senza limitazioni grazie all'utilizzo delle riserve interne e all'aumento delle forniture provenienti dall'Iran.
Non si tratta dunque, secondo la comunicazione ufficiale, di un'interruzione decisa per ragioni politiche, ma di una sospensione temporanea legata a interventi programmati sull'infrastruttura. Una circostanza che assume tuttavia un rilievo particolare in considerazione della forte dipendenza dell'Armenia dalle importazioni di gas russo.
I dati relativi al 2025 mostrano la dimensione di questa dipendenza. Secondo i dati della Commissione armena per la regolamentazione dei servizi pubblici, riportati da Interfax, l'Armenia ha ricevuto complessivamente circa 2,705 miliardi di metri cubi di gas nel corso dell'anno. Di questi, 2,229 miliardi di metri cubi sono arrivati dalla Russia, mentre circa 475,8 milioni di metri cubi sono stati forniti dall'Iran nell'ambito del programma di scambio gas-elettricità.
Il gas russo ha rappresentato quindi circa l'82% delle forniture complessive. Gazprom, inoltre, rimane il fornitore del gas russo destinato all'Armenia e Gazprom Armenia, sua controllata al 100%, gestisce il sistema di trasporto e distribuzione nazionale.
La sospensione di questi giorni rende quindi evidente l'importanza della seconda direttrice di approvvigionamento rappresentata dall'Iran. Proprio le forniture iraniane, insieme alle riserve presenti sul territorio armeno, consentono in questa fase di compensare temporaneamente l'assenza del gas russo.
Il rapporto energetico tra Armenia e Iran non è nuovo. I due Paesi dispongono di un collegamento diretto attraverso il gasdotto Iran-Armenia e dal 2009 è operativo un accordo basato sullo schema "gas per elettricità": l'Iran fornisce gas all'Armenia e quest'ultima restituisce energia elettrica secondo il rapporto previsto dall'intesa.
Nel 2025, secondo i dati citati da Interfax, l'Iran ha fornito all'Armenia 475,8 milioni di metri cubi di gas, in aumento rispetto ai 446,3 milioni del 2024.
Durante l'attuale sospensione delle forniture russe, proprio l'aumento delle importazioni iraniane rappresenta una delle misure attraverso cui Erevan intende garantire la continuità del servizio. Gazprom Armenia ha assicurato che i consumatori non subiranno restrizioni.
La questione delle forniture assume un peso ancora maggiore alla luce del prezzo applicato al gas russo destinato all'Armenia.
Il presidente russo Vladimir Putin, durante l'incontro con il primo ministro armeno Nikol Pashinyan del 1° aprile 2026, aveva indicato in 177,5 dollari per mille metri cubi il prezzo pagato dall'Armenia, sottolineando la differenza rispetto ai prezzi europei.
Sul futuro delle condizioni di fornitura pesa inoltre il progressivo riassetto dei rapporti tra Mosca e Yerevan. A maggio il ministero degli Esteri russo aveva comunicato, attraverso la portavoce Maria Zakharova, che la prosecuzione del percorso armeno verso l'Unione Europea avrebbe potuto avere conseguenze sugli accordi riguardanti le forniture di gas naturale, prodotti petroliferi e diamanti.
Tuttavia, sul piano strettamente contrattuale, la situazione è più articolata di quanto possa suggerire una semplice data di scadenza. A giugno il ministro armeno dell'Amministrazione territoriale e delle Infrastrutture, David Khudatyan, aveva dichiarato che le forniture dalla Russia proseguivano regolarmente alle condizioni stabilite e che Yerevan non aveva ricevuto alcuna comunicazione ufficiale relativa a una revisione del prezzo.
La vicenda si inserisce quindi in un momento nel quale il governo armeno sta dichiarando apertamente di voler diversificare le proprie fonti energetiche.
Il primo ministro Pashinyan ha affermato a settembre che l'Armenia intende procedere con la diversificazione indipendentemente dall'eventuale evoluzione del prezzo del gas russo e che, qualora esistano possibilità di approvvigionamento da una seconda o da ulteriori fonti, il governo intende valutarle.
La ricerca di alternative non significa però che il gas russo possa essere sostituito immediatamente. I numeri del 2025 mostrano quanto il sistema energetico armeno continui a dipendere dalle forniture provenienti dalla Russia: oltre quattro quinti del gas importato arrivano infatti da quella direttrice.
L'Iran costituisce già una seconda fonte, ma il suo ruolo attuale è legato in larga misura al meccanismo di scambio gas-elettricità. La sospensione temporanea di settembre rappresenta perciò anche un'occasione per verificare concretamente la capacità del sistema armeno di utilizzare le proprie riserve e aumentare, sia pure temporaneamente, gli approvvigionamenti alternativi.
Per il momento, dunque, non risultano indicazioni ufficiali di una crisi nelle forniture interne: Gazprom Armenia ha assicurato la continuità dell'erogazione fino al termine dei lavori previsto per il 25 settembre.
Il significato della vicenda va quindi distinto su due piani. Sul piano immediato, si tratta di una manutenzione programmata di un'infrastruttura russa che comporta una sospensione temporanea del flusso e che viene compensata con riserve nazionali e maggiori forniture iraniane. Sul piano strategico, invece, l'episodio mette nuovamente in evidenza la forte dipendenza dell'Armenia dal gas russo proprio mentre Yerevan sta cercando di ampliare i propri rapporti con l'Unione Europea e di diversificare le proprie fonti energetiche.
La differenza tra i due livelli è importante: la manutenzione del gasdotto è un fatto dichiarato e documentato; l'eventuale evoluzione dei rapporti energetici tra Armenia e Russia appartiene invece a una partita ancora aperta, nella quale pesano gli accordi esistenti, i prezzi applicati e le scelte di politica estera ed energetica di Yerevan.




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