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Armenia: intesa economica con l’Italia

  • 11 feb
  • Tempo di lettura: 3 min

Letizia Leonardi (Assadakah News) - Roma e Yerevan puntano a un salto nelle relazioni economiche. Il 5 febbraio 2026, l’Ambasciatore della Repubblica di Armenia in Italia, Vladimir Karapetyan, ha incontrato Lorenzo Galanti, Direttore Generale dell’Agenzia per il Commercio Estero (ITA/ICE, già ICE/ICEAgenzia), per fare il punto sulle relazioni commerciali tra Armenia e Italia. Nel colloquio, le parti hanno sottolineato la necessità di intensificare il dialogo e di esplorare nuovi ambiti di collaborazione economica, con l’obiettivo di consolidare un rapporto che, nonostante resti relativamente modesto nei volumi, è strategicamente significativo per entrambe le economie.

L’Italia è tradizionalmente tra i principali partner commerciali dell’Armenia nell’Unione Europea. Secondo dati ufficiali, nel 2023 le esportazioni italiane verso l’Armenia hanno raggiunto circa 334 milioni di euro, con una crescita di oltre il 30% rispetto all’anno precedente, mentre le importazioni armene verso l’Italia si sono attestate intorno a 60 milioni di euro. Il saldo commerciale resta quindi ampiamente favorevole all’Italia, soprattutto nei settori della meccanica, dei macchinari e dell’abbigliamento.

Nel corso del 2024, il valore degli scambi tra i due Paesi ha continuato a espandersi. Per i primi 11 mesi dell’anno, il commercio bilaterale aveva superato i 380 milioni di dollari, con un lieve incremento rispetto all’anno precedente.

Dal lato armeno, le esportazioni verso l’Italia includono principalmente prodotti tessili e moda (circa 50 milioni di dollari), insieme a una quota minore di metalli e prodotti tecnici.

Il colloquio tra l'Ambasciatore Karapetyan e Galanti si inserisce in un quadro più ampio di rafforzamento istituzionale dei rapporti economici. L’Italia sta infatti pianificando l’apertura di un ufficio locale dell’Agenzia per il Commercio Estero in Armenia, un passo che segnala un impegno più strutturato nel sostegno alle imprese italiane interessate al mercato armeno e viceversa, facilitando export, investimenti e cooperazione tecnica.

Parallelamente, esistono altri canali di collaborazione che vanno oltre il semplice scambio di merci. Ad esempio, nel settore delle assicurazioni all’esportazione e del supporto alle imprese, la principale agenzia italiana SACE ha siglato accordi con l’Export Insurance Agency of Armenia per promuovere progetti d’interesse reciproco, sostenere le PMI e favorire catene integrate di fornitura tra i due Paesi.

In Italia, associazioni come il Centro Cooperazione e Sviluppo Italia-Armenia (CCIAM) svolgono attività operative di networking e accompagnano imprese e istituzioni nell’identificazione di opportunità concrete di business e partenariato.

Tuttavia, i rapporti economici tra Armenia e Italia non si limitano al semplice commercio. Negli ultimi anni, aziende e istituzioni italiane hanno collaborato anche su progetti infrastrutturali, dalla consulenza tecnica nella costruzione di strade alla promozione di tecnologie avanzate. Queste iniziative, sebbene spesso di scala contenuta, rappresentano un esempio di trasferimento di competenze e di know-how.

Il rafforzamento dei legami economici con l’Italia non è isolato, ma parte di un più vasto quadro di relazioni tra Armenia e l’Unione Europea, che è oggi uno dei partner commerciali più importanti per Yerevan grazie al Comprehensive and Enhanced Partnership Agreement (CEPA). Questo accordo ha facilitato l’accesso di prodotti armeni al mercato europeo e ha favorito scambi più intensi, con benefici anche per l’Italia.

Non si tratta soltanto di numeri perché la cooperazione economica con l’Italia si inserisce in un disegno di rafforzamento della presenza armena nei mercati europei e di diversificazione degli interlocutori internazionali. Su questo fronte, l’approccio italiano, che spinge per dialogo, investimenti e presenza sul terreno, appare in linea con la politica estera italiana ed europea volta a sostenere partner strategici in aree geopoliticamente sensibili come il Caucaso meridionale.

In questo senso, l’incontro Karapetyan-Galanti non è un appuntamento formale ma un segnale chiaro, politico e commerciale, di un’Italia pronta a giocare un ruolo concreto nello sviluppo di un rapporto che ha un potenziale reale di crescita.

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