Armenia: l'Ambasciatore Karapetyan al forum PAM–NATO
- 12 feb
- Tempo di lettura: 2 min

Letizia Leonardi (Assadakah News) - Una nuova fase per il Caucaso meridionale tra diplomazia, pace e sfide geopolitiche. L’11 febbraio 2026 l’Ambasciatore della Repubblica d’Armenia in Italia, S.E. Vladimir Karapetyan, è intervenuto al convegno internazionale “Regions at the Center. Cooperative Security: Cooperation versus Fragmentation”, co-organizzato dall’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (PAM) e dal NATO Defense College. Nel suo discorso, tenuto alla presenza di delegati e rappresentanti della comunità internazionale, Karapetyan ha tracciato un bilancio delle trasformazioni in corso nel Caucaso meridionale, con un focus particolare sulla pace tra Armenia e Azerbaijan e sugli sviluppi economici derivanti dal processo di normalizzazione diplomatico.
Secondo il diplomatico armeno in Italia, sono passati appena sei mesi dall’incontro di Washington dell’8 agosto 2025, quando i leader dei due Paesi hanno inizialmente parafato l’accordo per porre fine al conflitto che gravava da decenni tra Yerevan e Baku. Karapetyan ha ricordato come quell’intesa, mediata dagli Stati Uniti alla Casa Bianca, abbia rappresentato un punto di svolta diplomatico nel processo di pacificazione della regione, sottolineando l’importanza della volontà politica di entrambe le parti e del ruolo degli Stati Uniti come facilitatore esterno.
La pace formalizzata nell’agosto 2025 ha segnato la fine di oltre trent’anni di ostilità su temi centrali come il Nagorno Karabakh, una disputa territoriale che aveva generato frequenti episodi di violenza e un grave deterioramento delle relazioni bilaterali. L’accordo, ufficialmente definito “Agreement on the Establishment of Peace and Interstate Relations between the Republic of Armenia and the Republic of Azerbaijan”, è stato approvato nella sostanza, ma non è ancora stato firmato in modo formale e definitivo. dai rispettivi capi di governo,alla presenza del presidente statunitense Donald Trump, fungendo da cornice per una tregua duratura e per una progressiva normalizzazione.
Karapetyan ha inoltre posto l’accento sulle prospettive economiche che emergono da questa nuova fase. Oltre alla cessazione delle ostilità, è stata avviata una cooperazione su scambi commerciali, progetti infrastrutturali e iniziative congiunte. Elementi chiave di questa ripresa includono corridoi di connettività transfrontaliera e collegamenti logistici che, secondo gli analisti internazionali, potrebbero trasformare il Caucaso meridionale in un nodo di accesso tra Europa e Asia, con potenziali benefici anche per il turismo e gli investimenti.
Tuttavia, la pace nel Caucaso non è stata accolta senza critiche e complessità. Alcuni esperti e osservatori regionali hanno sottolineato rischi e incertezze legati all’implementazione pratica degli accordi, così come le preoccupazioni per la sovranità territoriale e il ruolo di attori esterni come Russia e Iran, entrambi con interessi consolidati nella regione.
Nonostante questi sviluppi, l’impegno diplomatico sembra consolidarsi. A inizio febbraio 2026, il Vice Presidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, ha visitato sia l’Armenia sia l’Azerbaijan, ribadendo l’intenzione americana di sostenere la pace e promuovere progetti economici di largo respiro, come il cosiddetto “Trump Route for International Peace and Prosperity” (TRIPP), un progetto di connettività strategica.
In conclusione, l’intervento di Karapetyan al forum PAM–NATO non è stato solo una fotografia degli sviluppi diplomatici, ma un richiamo alla comunità internazionale affinché la pace in Caucaso sia consolidata attraverso cooperazione concreta, dialogo continuo e investimenti strategici, nonché con un impegno multilaterale che superi vecchi schemi di frammentazione geopolitica.




Commenti