Armenia - L’UE apre il mercato alle esportazioni

Letizia Leonardi (Assadakah News) - Primo via libera del Consiglio alle misure commerciali per sostenere Yerevan dopo le restrizioni russe. Un nuovo passo verso il rafforzamento dei rapporti economici tra Armenia e Unione europea nel Consiglio dell’UE che, il 2 settembre, ha approvato senza modifiche, la proposta della Commissione europea che introduce misure temporanee di liberalizzazione degli scambi per i prodotti armeni. L’obiettivo è quello di soètenere l’economia armena dopo le recenti restrizioni commerciali introdotte dalla Russia, che hanno colpito esportazioni e rotte di transito del Paese.
La misura, una volta completato l’iter legislativo europeo, consentirà di liberalizzare circa l’80% delle esportazioni armene verso il mercato dell’Unione europea, attraverso la sospensione temporanea dei dazi all’importazione per un’ampia gamma di prodotti. Il provvedimento avrà una durata di due anni a partire dalla sua entrata in vigore.
Non è una decisione puramente commerciale. Il provvedimento si inserisce infatti in una fase particolarmente delicata per l’economia armena e nei più ampi rapporti tra Yerevan, Mosca e Bruxelles.
La Commissione europea aveva annunciato le nuove misure nel luglio scorso, inserendole in un più ampio pacchetto di sostegno all’Armenia. Bruxelles aveva spiegato che le restrizioni russe avevano provocato difficoltà agli esportatori armeni, rendendo necessario favorire la diversificazione dei mercati di sbocco.
Il problema riguarda in particolare alcuni settori dell’agroalimentare. Le nuove misure europee sono state infatti calibrate anche sulle merci che tradizionalmente trovavano un importante mercato in Russia.
Secondo i dati forniti dalle istituzioni europee, il provvedimento potrebbe coprire quasi il 99% delle esportazioni armene verso la Russia di frutta fresca, ortaggi e piante, oltre al 91% circa delle esportazioni di bevande e alcolici. L'obiettivo è consentire ai produttori armeni di avere maggiori possibilità di accesso al mercato europeo nel momento in cui quello russo è diventato più difficile.
La decisione del Consiglio arriva inoltre dopo un primo intervento finanziario concreto dell’UE. A giugno la Commissione europea aveva già erogato 34 milioni di euro all’Armenia per contribuire ad attenuare l’impatto delle restrizioni commerciali russe sul settore privato. Bruxelles aveva annunciato che questo intervento sarebbe stato accompagnato proprio da misure di facilitazione degli scambi e da ulteriori strumenti destinati a rafforzare la resilienza economica armena.
La scelta europea assume un significato che va oltre la semplice riduzione dei dazi.
La misura è infatti esplicitamente collegata al Comprehensive and Enhanced Partnership Agreement (CEPA), l’accordo di partenariato globale e rafforzato che costituisce uno dei principali strumenti delle relazioni tra UE e Armenia.
Il Consiglio sottolinea che l'obiettivo è rafforzare le relazioni commerciali e creare nuove opportunità per gli esportatori armeni. È dunque evidente che la questione commerciale si intreccia con il progressivo avvicinamento dell’Armenia all’Europa. Negli ultimi mesi Bruxelles ha infatti intensificato il proprio sostegno a Yerevan sia sul piano economico sia su quello politico.
La liberalizzazione però non equivale a un'apertura incondizionata del mercato europeo.
Il regime preferenziale sarà subordinato al rispetto delle norme di origine applicabili, alla cooperazione amministrativa con le autorità dell’Unione e all’impegno dell’Armenia a non introdurre nuove restrizioni commerciali nei confronti delle importazioni europee.
Sono previste inoltre clausole di salvaguardia per tutelare i produttori dell’UE nel caso in cui un aumento delle importazioni armene dovesse provocare conseguenze negative sul mercato europeo.
Il rispetto delle condizioni previste dal CEPA riguarda anche gli aspetti politici dell’accordo: tra questi figurano i principi democratici, lo Stato di diritto e i diritti umani.
Il via libera del 2 settembre rappresenta dunque un passaggio importante, ma non è ancora l’ultimo atto.
Il Consiglio ha approvato la proposta della Commissione senza apportare modifiche, aprendo la strada a una procedura relativamente rapida. Il Parlamento europeo dovrebbe esaminare il provvedimento durante la sessione plenaria di settembre e, secondo le aspettative delle istituzioni europee, approvarlo anch’esso senza emendamenti.
Soltanto dopo il voto dell’Europarlamento il Consiglio potrà procedere all’adozione definitiva del regolamento. Le misure diventeranno operative il giorno successivo alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Per l’Armenia si tratta di un'opportunità concreta per ridurre la dipendenza da un singolo mercato di riferimento e cercare nuovi sbocchi commerciali in Europa.
Nel 2025 l’UE è stata il terzo maggiore partner commerciale dell’Armenia, rappresentando l’11,3% del commercio complessivo di beni del Paese. Le esportazioni armene verso l’Unione hanno rappresentato il 7,9% dell’export totale, mentre le importazioni dall’UE hanno raggiunto il 13,5% delle importazioni armene.
La liberalizzazione temporanea degli scambi può quindi rappresentare qualcosa di più di una misura d’emergenza destinata a compensare le difficoltà provocate dalle restrizioni russe. Può diventare uno strumento per spostare progressivamente una parte dei flussi commerciali armeni verso l’Europa, creando nuovi rapporti tra imprese, produttori e mercati.
Per Yerevan, in altre parole, la questione non riguarda soltanto dove vendere oggi i propri prodotti, ma anche verso quale mercato orientare l’economia armena nei prossimi anni.




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