Armenia: la Filarmonica celebra il centenario in Europa
- 15 apr
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Letizia Leonardi (Assadakah News) - Cento anni non sono solo una ricorrenza ma una dichiarazione di identità. E l’Orchestra Filarmonica Nazionale Armena ha scelto di festeggiarli nel modo più naturale possibile: portando la propria musica dove la grande tradizione europea è nata e continua a vivere.
Dal 27 aprile al 17 maggio 2026 prende forma una tournée che ha il sapore delle grandi occasioni. Quindici concerti in cinque Paesi (Italia, Germania, Svizzera, Austria e Spagna) e l’idea chiara che non si tratta di un semplice anniversario, ma di un percorso culturale che rimette al centro la musica come linguaggio condiviso.
Il debutto non è casuale e nemmeno secondario. Si parte dall’Italia, con due tappe simboliche: il Teatro Grande e il Teatro Donizetti, all’interno del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo. Una scelta che dice molto: tradizione, qualità e un pubblico abituato a riconoscere il valore autentico, senza mode passeggere.
Sul palco non ci sarà solo l’orchestra, ma una vera squadra internazionale. Il violinista Sergey Khachatryan, la pianista Eva Gevorgyan, il francese Augustin Dumay e il violoncellista italiano Ettore Pagano rappresentano generazioni e scuole diverse, unite però da una cifra comune: il rigore musicale.
Alla guida, tre bacchette che garantiscono solidità e visione: Eduard Topchjan, anima artistica dell’orchestra, affiancato da Pier Carlo Orizio e dal giovane Benjamin Zwick. Un equilibrio tra esperienza e nuove energie, senza inutili strappi.
Il programma non cerca effetti facili. Mette insieme radici e grande repertorio: Aram Khachaturian accanto a Pyotr Ilyich Tchaikovsky, Dmitri Shostakovich, Johannes Brahms e Wolfgang Amadeus Mozart. Non un collage, ma un dialogo tra identità musicale armena e tradizione europea.
Il calendario completo della tournée, con date, sedi e programmi dettagliati, è disponibile qui: https://www.festivalpianistico.it/festival/edizione-2026/programma-e-calendario-2026/
In un momento storico in cui spesso la cultura viene ridotta a contorno, questa tournée riporta le cose al loro posto: la musica come ponte reale, non come slogan. L’Armenia, con la sua storia millenaria, non chiede spazio ma se lo prende, con strumenti, partiture e disciplina.
E forse è proprio questo il punto. Non servono effetti speciali quando hai alle spalle cento anni di tradizione. Serve solo salire sul palco e suonare.




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