Armenia - La pericolosa lunga mano dell'America

Letizia Leonardi (Assadakah News Agency) - Baku ha isolato l'Artsakh da oltre 7 mesi e Washington vuole fare dell'Armenia un nuovo terreno di conquista. Voci sempre più insistenti parlano da diverse settimane di un accordo tra la Repubblica d'Armenia e l'Azerbaijan. Trattative secretate che stanno preoccupando non poco la popolazione, soprattutto per quanto concerne il destino del Nagorno Karabakh, ma anche quello dell'Armenia.
Da quello che trapela sembrerebbe possibile la cessione dell'Artsakh all'Azerbaijan. Una decisione che farebbe piombare nella disperazione totale gli armeni che non riescono a immaginare, non solo di finire sotto il governo di Baku, ma soprattutto il fatto di poter convivere con chi per oltre sette mesi li tiene praticamente isolati e in una crisi umanitaria senza precedenti.
Il presidente francese Emmanuel Macron si è dichiarato sconcertato dalla notizia. In tutto questo pare ci sia la lunga mano americana perché a Washington si è discusso dell'annosa questione delle tensioni nel Caucaso, del rapporto tra l'autoproclamata Repubblica d'Artsakh e l'Azerbaijan e del futuro dell'Armenia. Praticamente voci, non troppo di corridoio, prospettano per l'Armenia un destino che la porti ad allontanarsi dall'Iran e dalla Russia. Una soluzione pericolosa che potrà facilitare la Turchia, alleata dell'Azerbaijan, a completare il progetto , mai accantonato, di pulizia etnica.
D'altra parte l'Occidente, e in particolare l'America, in tutti questi anni non ha mosso un dito di fronte ai tantissimi attacchi azeri nei confronti del pacifico popolo armeno, alle tantissime violazioni del cessate il fuoco, alle provocazioni che hanno reso quasi impossibile la vita agli armeni del Nagorno Karabakh che, nonostante tutto, hanno resistito per non lasciare le loro case e le loro terre al nemico. E Yerevan perché permette tutto ciò? Potrà davvero cedere il Nagorno Karabakh al nemico storico? A quanto pare sì, illudendosi forse di ottenere così una definitiva tranquillità o, qualcuno è portato a ipotizzare, per un tornaconto finanziario. Niente di più sbagliato. Inimicarsi l'Iran e la Russia può voler dire precipitare dalla padella nella brace, gettarsi fra le braccia di un Occidente che ha ignorato il genocidio armeno del 1915, contare su una Comunità Internazionale che di recente si è voltata dall'altra parte in occasione della sanguinosa guerra del 2020, delle invasioni di Baku sul territorio sovrano della Repubblica d'Armenia e di fronte alla grave crisi umanitaria che provocherà a breve, se non si interviene in fretta, un altro genocidio in Artsakh (Nagorno Karabak).




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