Armenia - Lo spazio entra nella strategia nazionale

Assadakah News - Il premier armeno al primo International Space Summit organizzato da Macron. Yerevan punta su satelliti, infrastrutture di terra, ricerca e intelligenza artificiale.
L’Armenia guarda sempre più allo spazio come a un settore strategico per il proprio sviluppo tecnologico e scientifico. È questo il messaggio portato dal primo ministro Nikol Pashinyan al International Space Summit di Parigi, svoltosi il 9 e 10 settembre al Grand Palais su iniziativa del presidente francese Emmanuel Macron.
Il vertice ha riunito rappresentanti di numerosi Paesi, organizzazioni internazionali, agenzie spaziali, astronauti, aziende e startup del settore. Secondo l’Eliseo, sono stati rappresentati 90 Paesi e organizzazioni internazionali, con circa 60 delegazioni a livello di capi di Stato, di governo o ministri, mentre quasi 1.100 imprese del comparto spaziale hanno preso parte all’iniziativa. I lavori hanno riguardato tre grandi direttrici: sviluppo dell’economia spaziale attraverso la cooperazione internazionale, progresso della ricerca e dell’esplorazione e sicurezza dello spazio.

Pashinyan ha partecipato alla tavola rotonda dedicata alle «Visioni per il futuro delle infrastrutture spaziali», illustrando davanti a una platea internazionale la strategia che Yerevan intende seguire nei prossimi anni.
«L’Armenia è entrata in una nuova fase nello sviluppo delle sue capacità spaziali nazionali», ha affermato il premier.
Il percorso è iniziato concretamente nel 2022 con ARMSAT-1, il primo satellite armeno, lanciato il 25 maggio di quell’anno a bordo di un Falcon 9 di SpaceX. Il satellite, destinato all’osservazione della Terra, è stato realizzato nell’ambito della cooperazione con aziende spagnole: la piattaforma è stata sviluppata da NanoAvionics e il carico ottico da Satlantis. ARMSAT-1 ha rappresentato quindi il primo ingresso operativo dell’Armenia nel settore dell’osservazione satellitare.
Un anno dopo è arrivato Hayasat-1, lanciato il 1° dicembre 2023 sempre con un Falcon 9 di SpaceX dalla Vandenberg Space Force Base in California. Il CubeSat è stato sviluppato da Bazoomq Space Research Laboratory e CSIE – Center for Scientific Innovation and Education, rappresentando la prima esperienza armena di progettazione e costruzione nazionale di un satellite.
È tuttavia importante distinguere il valore storico e tecnologico della missione dalla sua situazione attuale: i dati di catalogazione satellitare indicano infatti che Hayasat-1 è rientrato nell’atmosfera nell’aprile 2025.
Queste prime missioni hanno consentito all’Armenia di acquisire competenze che ora Yerevan intende trasformare in una vera politica spaziale nazionale.

Il programma del governo armeno per il periodo 2026-2031 indica infatti lo sviluppo delle capacità spaziali nazionali tra gli obiettivi strategici.
Il piano prevede l'acquisizione e l'operatività di almeno tre satelliti: due destinati all’osservazione della Terra e uno alle telecomunicazioni, insieme alla costruzione delle infrastrutture terrestri necessarie per controllarli, ricevere ed elaborare i dati e sviluppare competenze nazionali nella gestione dei sistemi satellitari.
L’obiettivo non è dunque limitarsi ad acquistare o utilizzare immagini e servizi provenienti dallo spazio. L’Armenia vuole costruire progressivamente una propria filiera: dalle stazioni di terra alla gestione dei satelliti, fino alla capacità di elaborare e analizzare autonomamente i dati.
Il governo intende inoltre creare una rete distribuita di stazioni terrestri, che possa servire sia le necessità nazionali sia eventuali missioni e programmi internazionali.
È un passaggio significativo per un Paese di dimensioni relativamente ridotte, soprattutto perché l’osservazione della Terra può avere applicazioni che vanno dall’agricoltura alla gestione del territorio, dalla ricerca scientifica al monitoraggio delle emergenze.
Già nel 2022, l’allora ministro dell’Industria dell’Alta Tecnologia Robert Khachatryan aveva spiegato che i dati di ARMSAT-1 sarebbero stati utilizzati in diversi ambiti, compresi agricoltura e monitoraggio della sicurezza, sottolineando anche l’importanza della realizzazione di un centro nazionale di controllo.
Nel discorso di Parigi Pashinyan ha collegato lo sviluppo spaziale a un altro asse prioritario della politica tecnologica armena: l’intelligenza artificiale.
Il premier ha ricordato l’inaugurazione in Armenia della Firebird AI Factory, sviluppata in collaborazione con NVIDIA. L’infrastruttura è stata presentata nell’agosto 2026 come un grande polo di calcolo per l’intelligenza artificiale nell’area della Comunità degli Stati Indipendenti. NVIDIA ha riferito che il progetto prevede, entro la fine del 2027, l’installazione in Armenia di oltre 70.000 GPU NVIDIA Rubin e Blackwell e una capacità infrastrutturale di 300 megawatt.
Il collegamento con lo spazio non è casuale. L’analisi di grandi quantità di dati satellitari, l’osservazione della Terra, la navigazione e la gestione delle infrastrutture spaziali sono tutti settori nei quali l’intelligenza artificiale può assumere un ruolo crescente.
La strategia delineata da Pashinyan punta quindi a mettere in relazione spazio, supercalcolo, intelligenza artificiale, ricerca scientifica e formazione tecnologica.

Nella stessa prospettiva si inserisce la Academic City, il grande progetto universitario e scientifico che l’Armenia sta sviluppando.
Secondo il programma governativo 2026-2031, la Città Accademica dovrà diventare un importante polo tecnologico e di ricerca, con l’obiettivo di avvicinare università, istituti scientifici, studenti, ricercatori e settore privato. Pashinyan ha indicato inoltre la costruzione di un cluster tecnologico all’interno del progetto.
Nel suo intervento parigino il premier ha esplicitamente collegato questo ecosistema alla crescita delle capacità spaziali e tecnologiche del Paese: l’ambizione è creare un sistema nel quale formazione, ricerca e industria possano alimentarsi reciprocamente.
La partecipazione armena al vertice di Parigi assume un significato ulteriore se inserita nel quadro internazionale.
Lo spazio sta infatti diventando sempre più importante non soltanto per la ricerca scientifica e le comunicazioni, ma anche per sicurezza, infrastrutture, navigazione, osservazione del territorio e resilienza delle comunicazioni.
Non a caso, proprio durante il vertice di Parigi è stata presentata una dichiarazione internazionale per un uso pacifico, sicuro, stabile e sostenibile dello spazio, alla quale ha aderito anche l’Armenia. Il documento richiama inoltre il rispetto del Trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967.
La questione della capacità autonoma è particolarmente evidente anche nel dibattito europeo. Il summit voluto da Macron è nato infatti dall’esigenza di rafforzare il ruolo dell’Europa in un settore nel quale gli Stati Uniti, grazie anche alla crescita di operatori privati come SpaceX, hanno acquisito un vantaggio considerevole. Reuters ha sottolineato come il vertice abbia messo al centro proprio il problema della dipendenza europea dalle infrastrutture e dai lanciatori statunitensi e la necessità di una maggiore autonomia tecnologica.
In questo scenario, anche per l’Armenia la costruzione di competenze proprie assume un valore che va oltre la semplice ricerca.
La presenza di Pashinyan a Parigi ha inoltre avuto una dimensione bilaterale. Prima del summit, il premier armeno è stato ricevuto all’Eliseo da Emmanuel Macron.
Durante il colloquio, Macron ha sottolineato l’importanza dello sviluppo delle relazioni franco-armene in tutti i settori, nel quadro della dichiarazione bilaterale sulla cooperazione strategica. Pashinyan ha a sua volta evidenziato l’interesse dell’Armenia ad approfondire la cooperazione con la Francia proprio nel settore spaziale. I due leader hanno discusso anche di cooperazione economica, diversificazione dell’economia armena e dei processi regionali.
Il dossier spaziale entra così in una relazione franco-armena già caratterizzata da una più ampia agenda strategica.
L’obiettivo è trasformare ingegneri, ricercatori e imprese armene in contributori alla ricerca, all’innovazione e allo sviluppo di sistemi spaziali complessi.
È una scommessa ambiziosa. L’Armenia parte da una posizione molto diversa rispetto alle grandi potenze spaziali e deve ancora costruire gran parte delle proprie infrastrutture. Ma il percorso seguito dal 2022 mostra già un'evoluzione: dal primo satellite realizzato con partner stranieri, alla capacità di progettare e costruire un CubeSat sul territorio nazionale, fino alla programmazione di una nuova generazione di satelliti e di infrastrutture terrestri.
Lo spazio, per Yerevan, sembra dunque essere diventato qualcosa di più di una vetrina tecnologica. È uno dei settori attraverso i quali il Paese intende costruire competenze scientifiche, autonomia tecnologica e nuove opportunità economiche, collegando la ricerca spaziale alla grande partita dell'intelligenza artificiale.
E proprio la scelta di presentare queste ambizioni in un vertice internazionale organizzato dalla Francia indica che l'Armenia vuole ormai essere considerata non soltanto come utilizzatrice di tecnologie spaziali, ma come un Paese emergente capace di partecipare alla nuova economia dell'orbita.




Commenti