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Armenia - Presente alla vetrina internazionale della FAO a Roma

12 ott
Tempo di lettura: 3 min

Letizia Leonardi (Assadakah News) - La manifestazione «Dal seme al cibo» porta al Circo Massimo il patrimonio agroalimentare di oltre 140 Paesi, con un percorso che unisce produzioni, innovazione e identità culturali. Dall’8 al 12 ottobre 2026 Roma ospita la seconda edizione dell’Esposizione globale della FAO, «Dal seme al cibo», un appuntamento internazionale dedicato al percorso che trasforma le risorse agricole negli alimenti che arrivano sulle nostre tavole. La manifestazione si svolge nella cornice storica del Circo Massimo ed è aperta gratuitamente al pubblico. Secondo le informazioni ufficiali dell’organizzazione, partecipano oltre 300 espositori provenienti da più di 140 Paesi, con oltre 400 prodotti agroalimentari e più di 40 innovazioni presentate.

Il tema dell’edizione 2026 è la promozione dell’innovazione per la sicurezza alimentare e la nutrizione. L’obiettivo è mostrare come ricerca scientifica, tecnologie, conoscenze locali e cooperazione internazionale possano contribuire a rendere i sistemi agroalimentari più efficienti, sostenibili e capaci di garantire un’alimentazione adeguata.

All’interno del padiglione regionale dedicato all’Europa e all’Asia centrale, l’Armenia è presente con uno spazio espositivo che mette in relazione le produzioni agricole e alimentari con il patrimonio storico e culturale del Paese. La partecipazione è stata promossa dalla Rappresentanza armena presso la FAO, con il coinvolgimento dell’Ambasciata della Repubblica d’Armenia in Italia. Lo stand propone prodotti agroalimentari armeni, vini e brandy, insieme a oggetti decorati con motivi ornamentali nazionali e materiali dedicati alla storia e all’identità del popolo armeno. Non si tratta, dunque, soltanto di una vetrina commerciale: l’intento è raccontare un Paese nel quale tradizioni, spiritualità, cultura materiale e produzioni locali costituiscono elementi strettamente connessi.

Tra gli elementi presentati figura anche il lavash, il tradizionale pane armeno sottile, inserito dall’UNESCO nel 2014 nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. La sua preparazione e condivisione sono parte di una tradizione che coinvolge famiglie e comunità e che conserva un importante significato sociale e culturale.

ARMENPRESS Armenian News Agency

Un momento significativo della partecipazione armena è stata la visita allo stand di Qu Dongyu, direttore generale della FAO, accompagnato dalla vicedirettrice generale Beth Bechdol e da Viorel Gutu, vicedirettore generale e rappresentante regionale per l’Europa e l’Asia centrale. Alla visita era presente Vladimir Karapetyan, rappresentante permanente dell’Armenia presso la FAO e ambasciatore armeno in Italia, insieme ad altri esponenti e funzionari dell’organizzazione.

La presenza delle autorità internazionali offre un’occasione per dare visibilità alle produzioni armene in un contesto nel quale agricoltura, commercio e cooperazione internazionale sono strettamente legati. Per un Paese che intende valorizzare la propria capacità produttiva e ampliare le opportunità sui mercati esteri, la promozione del marchio nazionale passa anche attraverso la possibilità di presentare direttamente prodotti, tecniche e tradizioni a un pubblico internazionale.

L’esperienza del padiglione armeno dimostra così quanto la valorizzazione agroalimentare possa intrecciarsi con la diplomazia culturale: un prodotto non porta con sé soltanto un sapore o una qualità commerciale, ma anche la storia dei territori, il lavoro delle comunità e le tradizioni che ne hanno accompagnato la nascita.

Per l’Armenia, presentarsi a Roma significa quindi portare sulla scena internazionale una parte concreta della propria identità, cercando nuove occasioni di collaborazione e promozione. È proprio nell’incontro tra patrimonio e prospettive future che una manifestazione dedicata al viaggio «dal seme al cibo» trova uno dei suoi significati più rilevanti.

La partecipazione dell’Armenia alla manifestazione romana mette in evidenza anche il ruolo dell’Ambasciata della Repubblica d’Armenia in Italia e della Rappresentanza permanente armena presso la FAO. Attraverso l’attività diplomatica e le relazioni con le istituzioni italiane e internazionali, queste strutture contribuiscono a promuovere la conoscenza del Paese, delle sue produzioni e del suo patrimonio culturale, creando occasioni di incontro e collaborazione. In questo contesto, la presenza dell’ambasciatore armeno in Italia, Vladimir Karapetyan, assume un significato istituzionale: la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari diventa parte di un più ampio lavoro di promozione nazionale, nel quale cultura, tradizioni e opportunità economiche possono rafforzarsi reciprocamente. La partecipazione a un evento internazionale come quello della FAO offre infatti la possibilità di presentare l’Armenia non soltanto attraverso i suoi prodotti, ma anche attraverso la storia e le competenze delle comunità che li custodiscono.

La diplomazia culturale ed economica rappresenta così uno strumento concreto per consolidare i rapporti internazionali e favorire nuove opportunità di cooperazione tra l’Armenia, l’Italia e gli altri Paesi partecipanti.

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