Armenia - Roma e Yerevan rafforzano la cooperazione

Letizia Leonardi (Assadakah News) - Nella Capitale della piccola Repubblica caucasica, prosegue il dialogo politico tra Italia e Armenia, in un momento nel quale le relazioni bilaterali vengono definite da entrambe le parti a un livello elevato e si stanno progressivamente ampliando in diversi settori. Mercoledì 9 settembre l’Ambasciatore d’Italia in Armenia, Alessandro Ferranti, è stato ricevuto a Yerevan da Ruben Rubinyan, Presidente dell’Assemblea Nazionale della Repubblica d’Armenia.
Nel corso dell’incontro sono state esaminate le relazioni bilaterali tra i due Paesi, con particolare attenzione alle prospettive di un loro ulteriore sviluppo e al rafforzamento dei rapporti interparlamentari.
Il colloquio si inserisce in un percorso di progressivo consolidamento dei rapporti tra Roma e Yerevan, che nel 2026 hanno conosciuto una serie di appuntamenti e iniziative in ambito politico, economico, infrastrutturale, culturale e accademico. Un rapporto politico in crescita
Già nel gennaio scorso, durante le consultazioni politiche Italia-Armenia svoltesi alla Farnesina, il Vice Ministro degli Affari Esteri italiano Edmondo Cirielli e il suo omologo armeno Vahan Kostanyan avevano passato in rassegna le principali questioni bilaterali e regionali.
In quell'occasione Roma aveva sottolineato l'importanza della stabilizzazione del Caucaso meridionale, del processo di pace tra Armenia e Azerbaijan e del consolidamento dei rapporti di Yerevan con l'Unione Europea. Sul versante economico, le delegazioni avevano evidenziato la necessità di accrescere ulteriormente gli scambi commerciali, che nel 2024 avevano superato i 415 milioni di euro, oltre alle nuove opportunità legate alla connettività infrastrutturale, in particolare ferroviaria. L'Armenia figura inoltre tra i Paesi prioritari per la cooperazione italiana allo sviluppo.

La dimensione economica ha assunto nel frattempo un peso crescente. Secondo i dati illustrati dall'Ambasciatore Ferranti al Presidente della Repubblica armena Vahagn Khachaturyan durante l'incontro del giugno scorso, l'Italia è diventata nel 2025 il primo partner commerciale dell'Armenia tra i Paesi dell'Unione europea. Nello stesso colloquio sono state affrontate anche le prospettive di collaborazione nel turismo, nell'università, nella cultura e nella valorizzazione del patrimonio storico e artistico.
La collaborazione non rimane confinata al piano diplomatico. Nel marzo 2026 l'Ambasciatore Ferranti aveva incontrato il Vice Ministro armeno dell'Amministrazione territoriale e delle Infrastrutture, Armen Simonyan. Al centro del confronto erano stati i collegamenti tra i due Paesi, il crescente flusso turistico e il progetto di una possibile infrastruttura ferroviaria verso l'aeroporto internazionale di Zvartnots, con l'ipotesi di un coinvolgimento di imprese italiane.
Un altro esempio concreto è rappresentato dal progetto per il nuovo Centro doganale e logistico del Syunik, per la cui realizzazione è stato firmato nel maggio scorso un contratto con la società italiana IRD Engineering. L'investimento, pari a 14,4 milioni di euro, è finanziato attraverso prestiti e sovvenzioni della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e un cofinanziamento del Governo armeno. Il centro, previsto lungo il corridoio Nord-Sud, dovrebbe contribuire alla modernizzazione delle procedure doganali e al rafforzamento della posizione dell'Armenia come snodo logistico regionale. L'avvio dei lavori è previsto per il 2027.
Anche i collegamenti aerei hanno avuto un'evoluzione significativa. Le cinque tratte dirette tra Armenia e Italia sono state indicate dall'Ambasciata italiana come uno dei fattori che stanno favorendo l'incremento dei flussi turistici e degli scambi tra i due Paesi.
Particolarmente significativo è anche il settore culturale e scientifico, nel quale la collaborazione italo-armena possiede radici consolidate.

Nel giugno scorso Ferranti ha partecipato alla presentazione dei risultati delle campagne archeologiche condotte ad Aruch, nell'ambito della cooperazione tra studiosi italiani e armeni. Il progetto ArcheoTourDev, finanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e coordinato dall'Università di Firenze con ISMEO e altri partner, interessa anche i siti di Dvin e Garni e punta a coniugare ricerca archeologica, conservazione del patrimonio e sviluppo del turismo culturale sostenibile.
Pochi giorni dopo, l'Ambasciatore ha visitato la missione archeologica italo-armena sull'altopiano di Shamiram, nella regione di Aragatsotn, dove archeologi dei due Paesi stanno studiando un complesso fortificato e una vasta necropoli. La missione, attiva dal 2024, è cofinanziata dall'ISMEO, dall'Istituto di Archeologia ed Etnografia dell'Accademia delle Scienze armena e dal Ministero degli Affari Esteri italiano.
La cooperazione si sta inoltre sviluppando nel campo della formazione. Il 5 settembre, a Dilijan, Ferranti ha partecipato all'inaugurazione della nuova sede armena della Apicius International School of Hospitality, istituto fiorentino specializzato nella formazione nei settori dell'ospitalità, dell'enogastronomia e del turismo. Il progetto consente agli studenti armeni di seguire parte della propria formazione a Firenze: per l'anno accademico 2026-2027, nove studenti del secondo anno stanno infatti proseguendo il percorso formativo in Italia.
In questo quadro si colloca anche l'incontro del 9 settembre tra Ferranti e Rubinyan. Il rafforzamento dei rapporti interparlamentari può rappresentare un ulteriore canale di dialogo tra i due Paesi, affiancando quello già intenso tra i rispettivi governi e ministeri.
Il Parlamento armeno ha intensificato negli ultimi mesi i contatti con rappresentanti parlamentari e istituzionali europei. Rubinyan, in particolare, ha seguito diversi dossier di politica estera e rapporti interparlamentari, ricevendo nei mesi scorsi anche delegazioni e rappresentanti di altri Paesi europei.
L'apertura di un dialogo parlamentare più strutturato con l'Italia assume quindi un significato che va oltre il semplice protocollo diplomatico: può contribuire allo scambio di esperienze legislative, al confronto sulle politiche europee e alla conoscenza reciproca tra le istituzioni dei due Paesi.
Tra l'altro, Il consolidamento dei rapporti Italia-Armenia avviene mentre Yerevan sta approfondendo il proprio rapporto con l'Unione europea. Roma ha più volte espresso il proprio sostegno al rafforzamento delle relazioni tra Armenia e UE e, durante l'incontro con il Presidente Khachaturyan del giugno scorso, il diplomatico italiano, ha ribadito anche il sostegno italiano al processo di liberalizzazione dei visti Schengen per i cittadini armeni.
Il quadro che emerge è dunque quello di una relazione ormai articolata su più livelli: diplomazia politica, commercio, infrastrutture, turismo, università, formazione, archeologia, cultura e cooperazione allo sviluppo.
L'incontro del 9 settembre tra Alessandro Ferranti e Ruben Rubinyan si inserisce in questa dinamica e indica la volontà di dare maggiore continuità anche alla dimensione parlamentare dei rapporti. Un settore che, accanto alla cooperazione economica e culturale, può diventare uno degli strumenti attraverso cui Italia e Armenia potranno approfondire ulteriormente un rapporto che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente per entrambi i Paesi.



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