Armenia: stretta tra UE e Russia
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Letizia Leonardi (Assadakah News) - Le parole di Vladimir Putin mettono nero su bianco una realtà che da tempo aleggia nei rapporti tra Armenia e Mosca e cioè che non si può stare con un piede in due sistemi economici opposti.
Durante un confronto con il premier armeno Nikol Pashinyan, il presidente russo ha chiarito che l’adesione contemporanea all’orbita dell’Unione Europea e a quella dell’Unione Economica Eurasiatica è, nei fatti, impossibile. Un concetto espresso senza giri di parole: due unioni doganali diverse non possono coesistere per lo stesso Paese.
La presa di posizione arriva in un momento delicato. Negli ultimi anni, infatti, l'Armenia ha progressivamente raffreddato i rapporti con la Russia, storico alleato, soprattutto dopo il mancato intervento di Mosca durante l’offensiva dell’Azerbaijan nel 2023. Da lì, una svolta: nel 2024 Yerevan ha congelato la partecipazione alla CSTO e ha iniziato ad avvicinarsi sempre più all’Europa.
Putin ha mantenuto toni ufficialmente distesi, affermando che Mosca osserva l’interesse armeno verso Bruxelles. Ma il messaggio politico è chiaro: prima o poi una scelta andrà fatta.
Da parte sua, Pashinyan non ha negato l’evidenza. Ha riconosciuto l’incompatibilità tra i due sistemi, ma ha anche lasciato intendere che, nella fase attuale, Yerevan sta cercando di mantenere aperte entrambe le opzioni. La decisione definitiva, ha detto, spetterà al popolo armeno quando i tempi saranno maturi.
Sul fondo resta una relazione sempre più tesa tra Mosca e Yerevan. Nonostante l’alleanza formale, la fiducia si è incrinata e anche i servizi di intelligence armeni hanno recentemente lanciato segnali di allarme su possibili interferenze esterne nella politica interna, un riferimento che molti osservatori collegano proprio alla Russia.
In sostanza, più che una dichiarazione, quella di Putin suona come un avvertimento: l’equilibrismo diplomatico ha un limite. E quel limite, per l’Armenia, si avvicina.




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