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Armenia: università e diplomazia verso il vertice europeo

  • 15 ore fa
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Letizia Leonardi (Assadakah News) - Yerevan guarda all’Europa partendo dalle aule universitarie. Il 27 aprile, l’Ambasciatore italiano Alessandro Ferranti ha partecipato alla cerimonia conclusiva della simulazione dell’ottavo Vertice della Comunità Politica Europea organizzata dalla Università Internazionale Eurasia, un’iniziativa che ha coinvolto studenti e docenti in tre giorni di lavori dedicati al futuro del continente.

L’evento, ospitato nell’auditorium dell’ateneo dal 25 al 27 aprile, non è stato un semplice esercizio accademico. L’obiettivo era quello di preparare il terreno, anche sul piano culturale e formativo, al vero Vertice della Comunità Politica Europea che si terrà a Yerevan il 4 maggio. Un appuntamento che, secondo fonti istituzionali europee, riunirà capi di Stato e di governo di oltre 40 Paesi, confermando il crescente peso geopolitico dell’Armenia nello spazio euroasiatico.

Durante la simulazione, gli studenti si sono confrontati su dossier sensibili: sicurezza regionale, cooperazione economica e rapporti tra Unione Europea e Paesi del Partenariato Orientale. Temi tutt’altro che teorici. Negli ultimi anni, infatti, l’Armenia ha intensificato il dialogo con Bruxelles, soprattutto dopo le tensioni nel Caucaso meridionale. Secondo la Commissione europea, nel 2023 e 2024 sono stati rafforzati i programmi di assistenza e cooperazione con Yerevan, con particolare attenzione alla resilienza democratica e alla sicurezza energetica.

Nel suo intervento finale, l’ambasciatore Ferranti ha sottolineato il valore della partecipazione attiva dei giovani nei processi decisionali europei, consegnando poi gli attestati ai partecipanti. Un gesto simbolico, ma significativo: la diplomazia passa anche dalla formazione.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di internazionalizzazione dell’ateneo armeno, che oggi rappresenta un ponte concreto tra Armenia ed Europa. L’università ospita infatti una cattedra Jean Monnet, programma accademico promosso dalla Unione Europea per diffondere gli studi sull’integrazione europea, unica nel suo genere nel Paese.

Non solo: nel 2024 sono stati siglati accordi di cooperazione con università italiane come la Università per Stranieri di Perugia e la Università degli Studi della Tuscia. Collaborazioni che confermano un dato spesso trascurato: mentre la politica si muove tra equilibri fragili e interessi strategici, il mondo accademico continua a costruire relazioni solide e durature.

In un contesto internazionale sempre più instabile, Yerevan prova dunque a ritagliarsi un ruolo non solo come teatro di crisi, ma come luogo di dialogo.

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