Armenia: università e Italia più vicine
- 25 mar
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Letizia Leonardi (Assadakah News) - L’asse tra Italia e Armenia passa sempre più dalle università. La recente visita dell’ambasciatore Alessandro Ferranti presso la Università Statale di Yerevan lo conferma. si punta a rafforzare la collaborazione accademica, ma soprattutto a renderla concreta.
Ad accoglierlo il rettore Hovhannes Hovhannisyan, con cui si è fatto il punto su un rapporto già avviato ma ancora tutto da sviluppare. Al centro, l’ampliamento dell’intesa con la Università degli Studi di Milano, firmata nel 2021 e ora pronta a estendersi a settori strategici: dalle biotecnologie alla farmaceutica, dall’archeologia al diritto costituzionale, fino alle scienze finanziarie e alle relazioni internazionali.
Non è solo burocrazia accademica. Qui si intravede la linea chiara di costruire legami duraturi su basi culturali comuni. Ferranti ha insistito su un punto spesso dimenticato: le collaborazioni funzionano quando non sono solo accordi su carta, ma quando poggiano su valori condivisi e su una tradizione umanistica che unisce Italia e Armenia. In questo contesto, i programmi Erasmus+ giocano un ruolo decisivo. L’Italia si conferma una delle mete più richieste, non solo per studio ma per esperienza di vita. chi viene in Italia non cerca solo un titolo, ma un modello.
Durante l’incontro con gli studenti, l’ambasciatore ha parlato apertamente di “italianità” come forma di presenza nel mondo. Non propaganda, ma quella capacità tutta italiana di fare cultura e relazione, che resta uno degli strumenti più efficaci di influenza internazionale. E i ragazzi armeni lo hanno dimostrato con domande dirette, segno di un interesse concreto, non di facciata.
Il messaggio finale è stato semplice e molto pratico: studiare italiano e guardare all’Italia non è una scelta romantica, ma un investimento. In tempi in cui tanti parlano di globalizzazione senza radici, qui si torna a una vecchia regola che funziona ancora: formazione solida, relazioni serie e cultura come ponte.




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